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Flavio Briatore: “Un sindaco non cambia Roma perché…”

ROMA – “Roma? Oggi un sindaco non può cambiare le cose. È una città coi romani…”. Ai microfoni della Zanzara su Radio 24, Flavio Briatore entra a gamba tesa nella politica. “Leggevo che ci sono tre topi per ogni abitante – tuona – è una città così, dal traffico al modo di presentarsi”. Nella sua vita è stato una decina di volte nella Capitale. “Non ho mai fatto affari a Roma, mai un’opportunità – mette in chiaro – e non mi va di fare il turista”.

Nella chiacchierata con Giuseppe Cruciani, Briatore non si ferma a parlare della Capitale. Come al solito spazi a trecentosessanta gradi. E, inevitabilmente, finisce anche di parlare di Nichi Vendola che da poco ha avuto un figlio insiema al compagno Eddy Testa ricorrendo all’utero in affitto. “Gli faccio tanti auguri, perché sarà un uomo felice con un bambino. So cosa significa – dice Briatore – fino a qualche tempo fa la famiglia per me era uomo, donna e figli. Adesso nel mondo i gay possono adottare, avere figli”. Per l’imprenditore è normale che sia così: “Bisogna pensare al bambino e se loro sono contenti anche il bambino è contento. Io ho un figlio e mi ha cambiato la vita e spero che questo figlio cambi la vita a Vendola”. E continua: “Cred che un bambino possa crescere normalmente in una famiglia omo”. Briatore racconta, quindi, di avere diversi amici gay che hanno figli e nessun problema. “Il mondo è cambiato – spiega – trent’anni fa sarebbe successo il finimondo. Nel 1998 a New York ho visto in un ristorante due uomini che si baciavano e mi è venuto un colpo, un coccolone – continua – adesso li vedi mano nella mano e va benissimo, non ci fai più caso, queste cose non le puoi più fermare”. Quanto alle elezioni americane Briatore non si fa problemi a rivelare le propie simpatie per il tycoon repubblicano Donald Trump. “Faccio tifo per lui, ha carisma e la classe media ha trovato il suo Lancillotto – pronostica alla Zanzara – Prenderà una valangata di voti”.

E spiega: “All’inizio la Clinton sognava di averlo come avversario, adesso il sogno sta diventando un incubo perché sta avendo un successo al di fuori di ogni aspettativa”. Nonostante le sue sparate. Anzi, secondo Briatore, un po’ di populismo ci vuole sempre. “Fa parte del gioco, poi non credo che tiri su davvero un muro col Messico – spiega – non è pericoloso, è un manager che metterà le persone giuste al posto giusto. Donald è il sogno americano, molti americani si identificano con lui. D’altra parte è difficile identificarsi nella Clinton”. Anche la frase di Benito Mussolini postata su Twitter, non è una cosa che scandalizza Briatore. “È una frase normale – spiega – Quando è scoppiato il casino gli ho mandato sul telefono il video di una parodia e si è messo a ridere”.

In conclusione di trasmissione Briatore parla anche del suo “nuovo” aspetto fisico. “La verità è che ho fatto una dieta molto severa”. Ha perso 16 chili, quasi 17. “La gente scrive qualsiasi cosa, ma va bene così”, commenta riferendosi ad alcune foto uscite sul web in cui appariva con qualche chilo in meno e con un look diverso. Ma nega di aver fatto interventi di chirurgia plastica. “Nessun ritocchino – assicura – quando mi vedrete dal vivo ve ne accorgerete. Non ci sarebbe niente di male, ma non li ho fatti”.

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