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Michelle Hunziker contro gli stalker: “Quando ero single…”

Michelle Hunziker contro gli stalker: "Quando ero single..."

Michelle Hunziker contro gli stalker: “Quando ero single…”

ROMA – Si chiama Doppia Difesa, l’associazione fondata da Hunziker e dall’avvocato Giulia Bongiorno contro la violenza sulle donne: si chiama #LovyFighters, amore e lotta, una contraddizione solo apparente “perché noi donne dobbiamo essere guerriere”.

A dieci anni dalla nascita di Doppia Difesa, qual è stata la scoperta più inattesa?
Si sa che il 70 per cento delle violenze avviene per mano di un uomo con cui c’è, o c’è stata, una storia. E col tempo mi hanno colpito due aspetti. Da una parte, l’autocommiserazione del maschio, il grande alibi della propria sofferenza. La donna è ancora possesso tribale: se lei non è più mia, io sto così male che sono autorizzato a punirla. Dall’altra, c’è la fatica delle vittime a perdonarsi: si sentono in colpa per aver scelto il carnefice. È la trappola più insidiosa. Difficilissimo dire: l’uomo che amo può uccidermi. Per questo aspettano così tanto a denunciarlo, nonostante i segnali. Perché quando si varca la soglia dell’aggressività verbale, può solo esserci un crescendo.

Anche lei ha provato la sensazione di essere violata?
In un senso diverso. Scherzando, Giulia Bongiorno dice che ho collezionato più stalker che fidanzati, soprattutto quando ero single: era questo ad accendere la fantasia dei molestatori.

C’è un filo comune tra l’infanzia con le donne forti e il presente in difesa di quelle offese. Eppure, lei ha scelto un lavoro che l’ha esposta a molti rischi. A cominciare dalla pubblicità dello slip Roberta “il fondoschiena più bello d’Italia”: la certezza di essere considerata un oggetto.
È vero. All’inizio chi decide di mostrarsi ha il bisogno urgente di essere amato e anche un’enorme dose di ego: t’illudi che più gente ti vorrà bene e più sarai felice. So che significa essere un numero, magari da trattare male. I casting con seicento ragazze, tutti a vuoto per via dei miei polpaccioni, poi la tivù degli anni Novanta, quella della femmina tutta-tette. Prima di incontrare persone meravigliose che hanno creduto in me per il mio talento, ma sicuramente ho sfruttato la tendenza a spogliare le donne facendo vedere il mio corpo.

Tutti aspettano l’annuncio del quarto bebè.
Sì certo, vedremo.

Difficile per Aurora avere una madre così bella?
Siamo talmente in simbiosi che mi sono sempre mostrata con le mie debolezze. Sapevo che aveva bisogno della mia imperfezione per combattere quando a scuola le dicevano, scusi la volgarità, ah tua madre me la farei… Certi giornali hanno scritto peggio: confronti velenosi sulle foto in spiaggia tra “la cellulitica Aurora e il fondoschiena di Roberta”. Per un anno mia figlia non ha più messo il due pezzi. Io stavo male e tacevo. Sapevo che poteva farcela. E infatti, con la sua bravura, ha zittito tutti.

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