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Milly Carlucci: “Voglio smettere di andare in tv…”

Milly Carlucci

Milly Carlucci

ROMA – Milly Carlucci ha chiuso la sua undicesima stagione di Ballando con le stelle (su Raiuno), vinta da Iago Garcia e Samanta Togni.

L’edizione più rumorosa della storia. Le liti tra Selvaggia Lucarelli e Asia Argento hanno tenuto banco. O no?
«Sì, è un’edizione scoppiettante ma non solamente per le polemiche. Questa del 2016 è la prima edizione del nuovo decennio. La tv dal 2005 è cambiata, oggi il linguaggio è più sintetico ed emozionante. Sul satellite i programmi sono di 50 minuti. Noi duriamo ancora in maniera spropositata, è vero, ma non esistono più archi di racconto lunghi, abbiamo cambiato musiche e fatto montaggi veloci».

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Questo uno stralcio dell’intervista a Libero.

(…) Parliamo di un’altra sua collega. Simona Ventura. Le ha proposto di partecipare a Ballando, ma lei ha preferito fare la naufraga all’Isola dei famosi. Ha fatto bene o male?
«Un oste vuole vendere il suo vino, avrei preferito che venisse da me. Se non altro per bieco interesse. Non c’è stata una vera trattativa, dopo che era venuta a fare la giurata nel mio Notti sul ghiaccio le avevo detto che per Ballando le poste sarebbero state sempre aperte. Avrà avuto motivazioni importati per aver scelto l’Isola, avrà fatto i suoi ragionamenti».
Secondo lei ha fatto una scelta coraggiosa o una scelta sbagliata?
«Penso coraggiosa. Puoi stare nel tuo guscetto o metterti in gioco. Lei si è buttata nella mischia».
Sempre più diplomatica.
(Ride) «Come vede stiamo parlando di lei, quindi un segno l’ha lasciato. E’ un personaggio che fa parlare e crea tanta attenzione».
Lei aveva dichiarato di odiare i reality. Perché?
«Perché mettono nel programma elementi estremi ed estranei. Al primoGrande Fratello non succedeva molto, così hanno introdotto una spogliarellista per fare una doccia nuda. Credo sia pericoloso estremizzare per creare discussione. Sono obbligati, sennò che fanno? Parlando di filosofia? Sono una delle poche che crede che la tv abbia una responsabilità».
Ballando consacra i vip, l’Isola spesso li demolisce. O no?
«Lavoriamo sulla glorificazione dei personaggi. Da noi fanno un percorso di crescita artistica. L’arte ti migliora, vai verso la bellezza e non verso la bruttezza».
Diceva che la tv non ha più soldi. Ci si può arrangiare con le idee?
«Certo. Sei costretto a farlo, ne abbiamo tirate fuori 300 ed è anche un bene, ma diciamolo: non è vero che i soldi non servono, i soldi aiutano a rendere più belle le idee che hai. Quello sberluccichio, quella magia… Ma non solo: per preparare Ballando abbiamo solo tre settimane di lavoro, non possiamo aprire prima le redazioni, i concorrenti arrivano con 15 giorni di ballo nelle gambe. Che è niente».
Lei ha avuto una parentesi a Mediaset nel 1983. Com’era?
«Feci Risatissima, il primo programma del sabato sera della tv commerciale. Andavo a registrare delle clip con balletti addirittura a Los Angeles, veda un po’ lei. Ma la Rai non era da meno, pensiamo agli show di Raffaella Carrà. Altro mondo».
E come ricorda quel Silvio Berlusconi?
«Era estremamente presente. Ebbe l’intuizione che la tv non fosse un giocattolo ma un perno sociale. E così è stato».
Ballerino per una notte: Silvio Berlusconi o Matteo Renzi?
«Solo uno? Non mi può fare scegliere. Berlusconi dovrebbe ballare un tango, il premier il rock and roll» (…).

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