Blitz quotidiano
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Miriam Leone risponde a critiche della Guaccero. E su 1992..

ROMA – “Credo che Facebook sia la versione 2.0 del “cuttigghiu”, il cortile siciliano. Solo che se dici qualcosa sotto casa, alla tua amica, finisce tutto li. Online, invece, diventa una notizia”. A dirlo è Miriam Leone, in un’intervista a ‘Grazia’.

L’attrice italiana del momento racconta a ‘Grazia‘ di come ha capito che nulla è potente come una donna libera. Nella fiction 1992 ha interpretato Veronica Castello, una donna che usava il proprio corpo per ottenere ciò che voleva:

“Cerco di non giudicare, anche se penso che chi si vende non si ami. Quando ho approfondito il personaggio di Veronica di 1992, ho incontrato molte donne come lei. C’era chi era felice, chi si guardava indietro con rimpianto, chi mi ha raccontato che veniva dalla fame e non aveva altro modo di sopravvivere. Non si conosce mai del tutto la vita degli altri, non tanto da giudicarla, almeno”.

Per quanto riguarda i suoi rapporti con potere e libertà dichiara al magazine:

“Non ho mai rinunciato alla mia libertà”. Che per lei significa “capire chi sei, accettarlo e non comportarti più per compiacere per forza gli altri. È una condizione interiore, ma è anche essere indipendente economicamente, amare senza il senso del pos”.

A chi l’accusa di essere un po’ snob, come la sua collega Bianca Guaccero che di lei ha detto “se la tira più di Sharon Stone”, risponde:

“Credo che Facebook sia la versione 2.0 del “cuttigghiu”, il cortile siciliano. Solo che se dici qualcosa sotto casa, alla tua amica, finisce tutto li. Online, invece, diventa una notizia. Ma, se devo essere onesta, non me ne importa niente. Dopotutto nel mio mestiere sei sempre sottoposta al giudizio degli altri, non ci faccio più caso”.

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