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Valentina Nappi: “Rocco Siffredi la più grande delusione perché…”

PESARO – Valentina Nappi, 25 anni da Scafati, professione star. E’ lei la protagonista indiscussa della della Mostra del nuovo cinema di Pesaro, dove sara’ presentato come evento speciale il cortometraggio grafico ‘Queen Kong‘ di Monica Stambrini, con Luca Lionello, Janina Rudenska e, appunto, Valentina Nappi. Piccolina, dimessa, un po’ strafottente, Valentina Nappi non assomiglia allo stereotipo delle star in stile Cicciolina, Moana Pozzi o Eva Henger. (Per vedere il video completo dell’intervista realizzata dall’Agi clicca qui).

Da poco tempo ha raggiunto una certa popolarita’, dopo che le grandi star del si sono ritirate e qualcuno ha pensato riempire il vuoto mediatico creando un personaggio della star ‘intellettuale’. E a lei piace molto. E’ stata lanciata nel da Rocco Siffredi, poi l’allieva e il maestro hanno litigato e oggi si odiano. “Rocco all’Isola dei famosi ha fatto una puntata in cui piangeva e rinnegava tutto quello che ha fatto e anche la liberta’ . Questo per me e’ la cosa peggiore che un mio collega possa fare e quindi tra noi e’ finita. Non puoi sputare su una liberta’ per cui gli altri hanno lottato col sangue – aggiunge – la liberta’ che io ho oggi di fare grafia mi e’ stata regalata da qualcuna altro, da personaggi come Schicchi. Rocco, per questo, e’ stato una delle piu’ grandi delusioni della mia vita”.

A Pesaro e’ per presenziare alla proiezione di un corto grafico diretto da una donna: c’e’ differenza rispetto ai diretti da uomini? “Domanda sessista – attacca la Nappi -. Tra uomini e donne non c’e’ differenza. E’ come dire: c’e’ sensibilita’ diversa tra un bianco e un nero? Nel mondo del ci sono moltissime registe donne: qualcuno nota la differenza tra i loro film e gli altri?”.

Lavorare con un attore non come Luca Lionello, assicura la Nappi, non le ha creato piu’ difficolta’ di quando si e’ esibita in un’ con ragazzi non professionisti: “Quella gang-bang e’ stata peggio – assicura -. L’unica cosa che posso dire e’ che Lionello e’ forse un po’ troppo divo, si fa troppo desiderare sul set”. Oggi il in Italia non esiste piu’ e la Nappi lavora soprattutto in America. In passato era diverso e le grandi star erano anche personaggi pubblici importanti che hanno combattuto battaglie di liberta’. Tra Cicciolina e Moana, pero’, la Nappi preferisce nettamente la prima, ribadendo le sue critiche alla Pozzi. “Preferisco Cicciolina che ha veramente lottato per la liberta’ di fare insieme a Schicchi. Moana invece – continua – e’ un personaggio piu’ borghese che non trovo interessante e non e’ un mio ideale. E’ uno stereotipo di donna, accomodante, carina… a me non piace, io sono ‘queer’ (una persona che rifiuta le categorie dell’orientamento come gay, lesbica, bi ed etero, ndr). Comunque parlo di quello che e’ rimasto di lei e forse era una persona migliore di quello che si dice”.

Lavorare sul set della Stambrini in un cortometraggio non -core e’ piaciuto a Valentina Nappi . “Spero che questa esperienza non rimarra’ unica e mi auguro, in breve, di avere altre possibilita’. Il mio sogno – confessa la diva campana – e’ di far arrivare il a Hollywood, in concorso agli Oscar, ma questo e’ un problema culturale: se il fosse considerato dalla societa’ come qualcosa di normale, ci sarebbe cosi’ tanto nei film cosiddetti normali che non staremmo neppure qui a discutere. Mi piacerebbe – aggiunge – che alla corsa agli Oscar partecipassero film la cui finalita’ fosse quella di eccitarsi, cosi’ come partecipano film horror fatti per spaventare”.

La Nappi ha ben chiaro il senso del suo lavoro e le finalita’ di film in cui si esibisce (preferisce definirsi ‘performer’ piuttosto che ‘attrice’): “Un film per me ha uno scopo ben preciso, e’ un prodotto fatto per eccitare”. Poi avanza un parallelo tra grafia e ceramica citando forse inconsapevolmente Tristan Tzara e i dadaisti (qualsiasi opera d’arte e’ inutile): “Un film puo’ essere arte? E’ come un oggetto di design: una tazza pelosa puo’ essere arte, mentre una tazza per bere e’ oggetto di design perche’ ha un’utilita’ ben precisa”. La vita da star comporta molte rinunce. Una di queste, spiega Valentina Nappi, e’ quella di avere una vita di coppia. “Un attore non puo’ avera una relazione che non sia di coppia aperta – spiega -. Ci sono performer che dicono di far promiscuo solo per lavoro, poi pero’ finiscono per entrare in situazioni poco carine che non tin rendono felici. L’80% delle coppie italiane – conclude – si tradisce e io credo che, se tradisci la persona che dici di amare, figurati cosa fai con gli altri. A questo punto, tanto vale essere sinceri ed esplorare la sessualita’ insieme”.

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