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Valentina Nappi, su Instagram l’ultima provocazione

ROMA – Valentina Nappi, regina del italiano nell’ultima foto pubblicata su Instagram non si è mostrata . Eccola, nei panni di una suora, con tanto di crocifisso. Si è definita “star comunista” e ha inscenato una singolar tenzone a suon di massimi sistemi col filosofo Diego Fusaro, sul ruolo del fascismo. Si racconta ad OFF Valentina Nappi, venticinquenne attrice nazionale vincitrice agli Avn Awards, gli Oscar dell’

Ci racconti un episodio OFF divertente o imbarazzante dell’inizio della tua carriera? Sono imbarazzata adesso che sto facendo l’intervista!

Quindi non ti è mai capitato niente di imbarazzante a inizio carriera?

 No, non sono mai stata imbarazzata sul lavoro.

 Hai detto di aver sognato per la prima volta una gang bang a tredici anni…

 Probabilmente anche prima.

 È cosa ti attrae di questa pratica un po’ complicata e macchinosa, per cui tra l’altro sei famosa?

Non è macchinosa, altrimenti una volta capito il meccanismo sarebbe semplice. Invece la gang bang è una cosa complessa e proprio per questo interessante: ci sono tante persone da gestire e organizzare. Comunque, tutti sognano un’ o una gang bang.

 Hai iniziato studiando design e hai sempre mantenuto una particolare sensibilità artistica. Il tuo sogno è portare una performance dentro un museo?

 In realtà, i musei vorrei distruggerli. Semplicemente vorrei che il venisse sdoganato, come è stato fatto per altre pratiche: se oggi possiamo vedere oggetti di design nei musei, perché non il ? A volte i musei ospitano delle scene di , però quando si tratta di materiale fatto per masturbarsi è tabù.

Quindi ancora esiste un tabù nei confronti del ?

 Ma certo, se non ci fosse potrei anche non lavorare più.

 Hai deciso di buttarti nel mondo dell’ dopo essere stata al ristorante di Ferran Adrià…

 Già ci pensavo da prima, però lì mi sono chiesta perché non dare il via alla stessa avanguardia nel campo della sessualità e del : se fai la in privato non dai fastidio a nessuno, mentre se fai la star dai ancora fastidio…

 Per esempio, mi pare di ricordare che hai criticato Moana Pozzi, perché “lei ha sdoganato se stessa, non ha sdoganato il ”…

on è che sdoganare il sia poi tanto facile. Il punto è un altro: tra tante star in Italia ci è toccata proprio Moana. Certo, gli americani hanno avuto Jenna Jameson, e sono stati poi un po’ più fortunati con Sasha Grey… Comunque, Moana non è proprio un modello di troia trionfante.

 Quindi contesti il fatto che sia un personaggio che alla fine è stato percepito come tragico?

 Non è soltanto questo, secondo me Moana è un personaggio conservatore, che piace e non viene considerato fastidioso. Tutto sommato ricorda e rientra in quel modello di donna che le persone si aspettano. Magari poi lei non lo era, ma è così che è diventato il suo personaggio dal punto di vista -storico, e questo ha significato per l’Italia. Io con Moana non c’entro niente, semplicemente.

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Ma tu vuoi più divertire e divertirti, o irritare e provocare?

 Io spero che un giorno la grafia, o meglio la sessualità, sarà sdoganata. Ahimè, per far questo tocca provocazioni. Nel momento in cui non dai fastidio, non stai facendo nulla di nuovo. Poi, io mi diverto sul set, il resto sono solo rotture di palle.

 Tu dici che gli attori sono relativamente pochi, che la scena è quasi una sorta di fidanzamento allargato e stai cercando nuovi attori. C’è bisogno di una rottamazione degli attori, come in politica?

 Ci vorrebbe una rottamazione in tutto. Comunque sì, i attori sono pochissimi, e anche le attrici. Ci sono pochissime produzioni, è un mercato che non si può chiamare mercato: quei due o tre caseifici vicino a casa mia guadagnano più di tutto il .

Però hai deciso lo stesso di diventare regista…

 Diciamo sperimentatrice.

 Perché?

 Sto cercando di fare quello che non posso fare sui set degli altri.

Per esempio? Cos’è che non vedi nei normali film e che invece vorresti realizzare tu?

 Sono assolutamente per il gonzo: nessuna storia, nessun dialogo. Alcune produzioni, invece, giocano proprio su questo, più che rappresentare il rappresentano la società. Hanno la stessa funzione di alcune pubblicità, il passa in secondo piano. Può esserci una bellissima scena di , però quello che emerge in prima istanza sono i diversi ruoli sociali. Per me invece il dovrebbe essere puro divertimento e basta, come gli spaghetti al pomodoro.

 Nel cinema d’autore degli ultimi anni ci sono sempre più scene di esplicito…

Meno male, il è interessante da tanti punti di vista, non è solo grafia.

 E sul filone del al femminile,  fatto dalle donne per le donne, cosa ne pensi?

 Secondo me, mediamente, le donne si eccitano con i film di Rocco Siffredi.

Molti però dicono che i film di Siffredi e il in generale sia maschilista…

È una cavolata.  La maggior parte del è sicuramente sessista, come tutti gli altri settori e la maggior parte del mondo. Io non guardo la TV da dodici anni proprio per questo motivo. Però nel in particolare vedo donne che riescono a divertirsi molto più degli uomini, che invece sono sempre nel loro ruolo di maschio alfa e hanno una sessualità molto limitata rispetto alle donne, che con la scusa di fare le troie esplorano la sessualità molto più dei maschi.

Trovi che gli uomini abbiano paura di mostrare la propria eccitazione alle donne?

Negli ultimi anni entrambi, il è diventato una cosa più sporca, se pensiamo alla cultura pop anni ’80 era molto più pro-sex di adesso. Mi viene da pensare a Laguna Blu, che è pure un film di merda, in cui c’erano questi due tipi che crescevano … oggi probabilmente in TV non lo vedremmo mai. Che poi a me neanche piace, perché il punto secondo me non è assecondare la natura, ma andare contro natura, cioè gestire e controllare le proprie  pulsioni sessuali. Perché se semplicemente ci lasciamo andare, allora ci organizziamo in una poligamia come quella araba, perché gli istinti portano lì. Diventare umani vuol dire invece proprio andare contro natura.

Un altro argomento di cui si parla parecchio è e disabilità. Mi pare che tu, un paio di anni fa, mi avessi detto che stavi cercando di fare un film con la partecipazione dei disabili. Ci sei poi riuscita o hai ancora intenzione di farlo?

Quando l’handicap diventa un plus lo trovo interessante. Non ho ancora avuto modo di realizzarlo, adesso sto avendo problemi anche a girare con le persone “normali”. Il punto è che la società ma anche lo stato non pensa che il cittadino abbia diritto al , e quindi i disabili che magari hanno più difficoltà di altri a relazionarsi vengono totalmente dimenticati. Questa cosa non è triste, è molto grave.  Fare dovrebbe essere un diritto per tutti.

Sei un’attrice conosciuta in tutto il mondo, ma non credo che tu sia un’esibizionista…

Il punto è proprio questo. Io non mi diverto a masturbarmi in pubblico perché la società borghese si scandalizza. Trovo semplicemente che il sia interessante, mi eccito come tutti gli esseri umani e lo faccio con razionalità. Non mi diverte lo scandalo o la questione pruriginosa in sé. Per essere un’esibizionista devi riconoscere quelle regole, secondo me, quindi devi essere una persona trasgressiva, e io non lo sono. La mia morale, invece, non riconosce quelle regole: per me dovremmo far così come mangiamo. Quindi, se mangiamo davanti agli altri, perché non dovremmo fare davanti agli altri?

Anche se questo sembra un po’ un ritorno alla natura, da come lo dici…

Non credo sia un ritorno alla natura, perché la pudicizia è un istinto naturale. I bonobo fanno gli uni davanti agli altri e i serpenti fanno le gang bang, e per loro è natura, ma per gli esseri umani non credo che lo sia.

Vorresti smettere di fare questo mestiere, un giorno?

No, non smetterò mai, finché non avrò le tette alle ginocchia. Ma comunque anche in quel caso ci sono dei rimedi!