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Aleksandr Litvinenko accusò Vladimir Putin di pedofilia…

Aleksandr Litvinenko aveva accusato Vladimir Putin di pedofilia. Per questo, secondo gli inglesi, il presidente russo ne avrebbe ordinato la morte.

Aleksandr Litvinenko accusò Vladimir Putin di pedofilia...

Aleksandr Litvinenko accusò Vladimir Putin di pedofilia… (foto Ansa)

LONDRA – Aleksandr Litvinenko aveva accusato Vladimir Putin di pedofilia. Per questo, scrivono i siti inglesi, il presidente russo ne avrebbe ordinato la morte. Scrive l’Afp (citata da Askanews): “Litvinenko aveva lanciato vari attacchi personali contro il presidente Putin, culminati con un’accusa di pedofilia a luglio 2006″.

E’ appeso a un avverbio, “probabilmente”, il ‘verdetto’ britannico che accusa Vladimir Putin della morte di Aleksandr Litvinenko, avvelenato quasi 10 anni fa nel cuore di Londra con una micidiale dose radioattiva di polonio 210. L’inchiesta ‘pubblica’ affidata a sir Robert Owen è al capolinea. E la conclusione resa dall’alto magistrato infiamma, almeno a parole, lo scontro con Mosca: a uccidere “deliberatamente” l’ex ufficiale dell’Fsb (erede del Kgb sovietico), divenuto nemico giurato del Cremlino e dell’ex compagno d’armi Putin, furono Aleksandr Lugovoi e Dmitri Kovtun, altri due veterani della Lubianka; ma questi, con “forte probabilità”, agirono “sotto la direzione dell’Fsb”; e “tenuto conto di tutti gli elementi e le analisi a me disponibili – puntualizza sir Robert – l’operazione dell’Fsb per assassinare Litvinenko fu probabilmente approvata da (Nikolai) Patrushev come anche dal presidente Putin”.

Parole pesate, ma pesantissime. Che chiamano in causa per nome – con accuse tali da offrire a David Cameron il destro per evocare da Davos l’ombra di “uno spaventoso omicidio sponsorizzato da uno Stato” – il leader della seconda potenza nucleare del pianeta e l’allora capo dei servizi segreti interni. E a cui Mosca replica parlando d’una “pseudo-indagine che rovina i rapporti” e ventilando “conseguenze”. Il rapporto Owen è in realtà pubblico solo in parte. Non pochi documenti e testimonianze restano top secret per volere del governo Cameron e degli 007 dell’MI6.

Litvinenko, transfuga a Londra fin dal 2000 dopo essere entrato in rotta di collisione con il Cremlino ed essersi avvicinato all’oligarca-ribelle Boris Berezovski, avrebbe pagato le accuse a Putin e al sistema di potere russo, dalla Cecenia alle presunte infiltrazioni del crimine organizzato, ma soprattutto l’essersi messo al servizio dell’MI6 britannico mentre otteneva la cittadinanza del regno in tempi record. La sua morte, avvenuta il 23 novembre 2006 al culmine di un’atroce agonia di fronte agli impotenti medici del London’s University College Hospital, fu conseguenza di una sindrome acuta da radiazioni, tre settimane dopo aver bevuto un fatale tè al Pine Bar del Millenium Hotel di Mayfair assieme a Lugovoi e a Kovtun, si legge nel testo.

“Sono sicuro che il signor Lugovoi e il signor Kovtun abbiano messo il polonio 210 nella teiera di Litvinenko al Pine Bar”, afferma oggi senza incertezze Owen. Ma le accuse a questi ‘comprimari’ scolorano di fronte a quelle rivolte ai sancta sanctorum del Cremlino. E – seppure in termini probabilistici – allo ‘zar’ in persona. La convinzione di sir Robert e’ che l’uso del polonio, isotopo degno dei piu’ sofisticati laboratori militari sia stata una sorta di firma, quasi “un messaggio” in codice ai “traditori”: non sarete mai al sicuro, nemmeno se vi rifugiate a Londra sotto l’ala protettrice degli epigoni di James Bond.

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