La scultura con il volto di Berlusconi che mima il sesso orale
Pubblicato il 6 luglio 2012 00.21 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2012 00.26
TAG: berlusconi, Spoleto, vittorio sgarbi
SPOLETO (PERUGIA) – L’artista russo Mikhail Misha Dolgopolov, in occasione dell’allestimento “Spoleto arte” che si tiene nella città umbra, voleva esporre a sorpresa un’imponente opera in bronzo dal titolo “Atto divino”, in cui veniva esplicitamente mimato un atto di “sesso orale”.
Il volto della statua raffigurava quello di Berlusconi. Per questa ragione, il curatore della mostra Vittorio Sgarbi, dopo essersene accorto ha deciso di far sparire tutto. E’ successo qualche giorno fa: la storia è stata raccontata da diversi quotidiani tra cui Il Giornale che pubblica anche la foto della scultura, e qualche blog.
Sgarbi, a proposito della scultura avrebbe detto:
“Non posso tollerare che si facciano simili affronti senza esserne informato. A tutto c’è un limite. Una fellatio si pratica in privato non in pubblico”.
Quanto accaduto lo racconta Il Giornale:
“Supervisionando l’allestimento delle mostre di Spoleto Arte a Palazzo Racani Arroni, il critico ha scoperto che lo scultore russo Mikhail Misha Dolgopolov aveva presentato un’opera decisamente provocatoria. Una scultura in bronzo particolarmente imponente e pesante che rappresenta in modo assolutamente naturalistico una donna nuda inchinata davanti a un uomo nell’atto della fellatio, con una vistosa ostentazione degli attributi. Come conferma lo stesso artista russo, il volto dell’uomo richiama quello di Silvio Berlusconi. ‘Ma in quello che io considero un Atto divino, così s’intitola la mia opera, la figura dell’ex premier potrebbe essere positivamente idealizzata’, precisa”.
Vittorio Sgarbi ha commentato risentito:
“È una pura provocazione di cui, nonostante i miei principi, non sono stato avvertito e non ho visto preventivamente la documentazione fotografica». Per questo il critico curatore dell’esposizione ha disposto di coprirla: ‘Non posso tollerare che si facciano simili affronti senza esserne informato’. Ma Dolgopolov sostiene che la fellatio era inserita nella documentazione fotografica inviata a Spoleto e, in assenza di un chiarimento, minaccia di abbandonare la rassegna. In realtà, con lui i problemi sono cominciati già all’arrivo delle sue opere da Mosca su un camion lungo 18 metri. Alcune sculture, in bronzo e sagome di pelle, sono pesanti oltre sei quintali”.
Il cirtico d’arte ha poi aggiunto:
“Non sarò certo io a scandalizzarmi di una fellatio ma ho ritenuto che non fosse praticabile altra strada che quella di coprire la statua per impedirne la visione’.
Dolgopolov ha replicato:
“‘Il mio scopo non era far scoppiare uno scandalo mediatico. Il gesto che rappresento è un atto divino, è il mio modo di fare arte. Ho inserito questa scultura perché è l’apice di una storia. È più estrema, ma sono tutte normali, nessuna è più scandalosa di altre”.

