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Cagliari, sesso con alunna 13enne: arrestato prof di 64 anni

Cagliari, sesso con alunna 13enne: arrestato prof di 64 anni

Cagliari, sesso con alunna 13enne: arrestato prof di 64 anni

CAGLIARI – Lui, 64 anni, insegnava musica in una scuola media in provincia di Cagliari. Lei, 13 anni appena, era una sua alunna. Si sono conosciuti così, tra i banchi di scuola. Per poi frequentarsi in Estate, fuori dalle mura scolastiche e arrivare ad avere rapporti sessuali. Per questo un prof di 64 anni, P.S., è stato arrestato questa mattina dai carabinieri: è accusato di aver abusato sessualmente della ragazzina e di aver palpeggiato un’altra bambina di 10 anni.

Teatro della vicenda, consumata tra l’estate del 2014 e il 2015, un paese in provincia di Cagliari. Il rapporto tra il professore e la giovane alunna è uscito dalle aule quando la ragazzina ha iniziato a frequentare corsi serali di musica in un locale esterno all’istituto. La simpatia si è trasformata presto in amicizia. Il 64enne approfittando del suo ruolo e del fascino che aveva agli occhi della minorenne, sarebbe riuscito a convincerla ad avere rapporti sessuali ripetuti nel corso del tempo di cui i due “parlavano” apertamente via messaggi.

Sarebbero stati proprio quei messaggi a far scattare l’indagine. La madre della ragazzina, notando strani comportamenti nella figlia, sempre più taciturna e riservata, si è insospettita. E’ riuscita a sbloccare il telefono, leggendo lo scambio di messaggi. Sms inequivocabili in cui i due descrivevano le serate ed i rapporti avuti. La donna si è rivolta ai carabinieri. In pochi mesi i militari del Nucleo operativo della Compagnia di Quartu hanno trovato le conferme dei rapporti sessuali tra i due e scoperto anche dei palpeggiamenti nei confronti di un’altra bambina di 10 anni.

Oggi, mercoledì 27 gennaio, i carabinieri sono andati ad arrestarlo. L’uomo è ora rinchiuso nel carcere di Uta (Cagliari). Tra le motivazioni addotte dal Gip per la custodia cautelare c’è la possibilità che il 64enne commetta reati dello stesso genere e che inquini le prove. Le indagini dei carabinieri non sono concluse: il timore è che altri casi ancora non denunciati possano venire alla luce.





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