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Chi l’ha visto?: “Claudio Tonoli, Aids ma sesso con minori”

Su sollecitazione dei carabinieri la trasmissione ha mostrato una foto e il nome dell'uomo con lo scopo di informare i partner di Tonoli sui rischi corsi

Chi l'ha visto?: Claudio Tonoli, Aids ma fa sesso con minori

Chi l’ha visto?: Claudio Tonoli, Aids ma fa sesso con minori

BRESCIA – Si chiama Claudio Tonoli, di Brescia: Chi l’ha visto? nella puntata del 27 gennaio ha dedicato un servizio a quest’uomo, arrestato 10 giorni fa con l’accusa di prostituzione minorile e tentate lesioni. Su sollecitazione dei carabinieri la trasmissione ha mostrato una foto e il nome dell’uomo con lo scopo di informare i partner di Tonoli sui rischi corsi.

L’uomo, secondo l’accusa e la ricostruzione dei carabinieri, è malato di Aids e pur sapendolo ha avuto rapporti non protetti con giovani ragazzi dediti alla prostituzione ai quali non parlava della sua condizione. Anzi, si presentava bene, ben vestito, e diceva di essere un pilota, quindi persona soggetta a controlli di salute periodici.

Gli investigatori stanno cercando di mettersi in contatto con possibili vittime che, magari inconsapevoli di essere state contagiate, possono a loro volta contagiare altre persone. Per questo i carabinieri hanno coinvolto la trasmissione, in modo da poter arrivare con più facilità a quante più persone possibile. Non a caso in trasmissione è stata mostrata la foto di Tonoli. L’accusa contro di lui parla al momento di “tentate lesioni”, proprio perché attualmente nessuno dei suoi partner lo ha denunciato per il contagio.

Il caso bresciano ricalca quello romano di Valentino T., uomo di 31 anni che nel corso degli anni ha contagiato decine di partner occasionali e fidanzate. Valentino secondo l’accusa contagiava consapevolmente le proprie partner arrivando al punto, in un caso almeno (quello di una donna che scoprì di essere sieropositiva e glielo confidò) di incolpare proprio quelle compagne inconsapevoli di essere state la causa del contagio. L’unica notizia che emerge con il procedere delle indagini, che vanno avanti serrate, è che la madre di Valentino T. morì proprio di Aids e che lui sapeva di essere sieropositivo dal 2006.

Nonostante questo, però, ha sempre rifiutato di curarsi con i farmaci antiretrovirali, ci informa Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera, che scrive:

“Né imprudenza né leggerezza. Valentino T. è in grado di mentire, manipolare le persone e depistare gli investigatori. Se fosse scarcerato infetterebbe ancora, attività nella quale sembra particolarmente determinato, benché le ragioni restino ancora sconosciute. È tutto nelle motivazioni con cui i giudici del Riesame di Roma hanno respinto nei giorni scorsi la richiesta di scarcerazione di T. L’istanza era stata presentata dal suo difensore Giuseppe Minutoli, del quale i giudici mostrano di non apprezzare la strategia. Il legale sostiene infatti che le ragazze siano state in qualche modo «disinibite complici» dell’«untore». E infatti aveva sostenuto che la prima denunciante non può dirsi certa di aver preso l’Hiv da Valentino, avendo dimostrato «una condotta scriteriata e orgiastica».