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Il Fatto Quotidaino e la “multa di 500 euro a chi scorreggia in pubblico”

Il Fatto Quotidaino e la "multa di 500 euro a chi scorreggia in pubblico"

Il Fatto Quotidaino e la “multa di 500 euro a chi scorreggia in pubblico”

Un peto in pubblico può costare una multa di 500 euro, scrive il sito di satira “Fatto Quotidaino“. Uno scherzo che era stato preso per vero a gennaio, quando è stato pubblicato dal “Quotidaino”, tanto da allertare Bufale.net, sito che va a caccia di fake news, al quale la notizia del “divieto di scorreggia” era stata segnalata perché alcuni portali l’hanno rilanciata come vera. Questo il testo del “Quotidaino”:

Giunge in serata il provvedimento che sanziona la scoreggia. Petare in luoghi pubblici verrà considerato reato dal prossimo marzo 2017, una decisione presa dal parlamento europeo e che sarà valida in tutti i Paesi membri.

Così si è espresso il deputato Alvaro Porfido che ha lavorato al progetto per circa 4 mesi: “Petare in luoghi pubblici è fastidioso, è una mancanza di rispetto per tutte le persone presenti costrette a subirsi rumori molesti e puzze cattive. In base a enormi proteste scatenate sul web e altrove, si è quindi deciso di multare chi attuerà tale pratica in luoghi pubblici. Ci è sembrato corretto e giusto anche per non ledere le personali libertà di nessuno. In fondo non si tratta di nulla di speciale, si tratta solo di regolamentare qualcosa che, per ora, è terra di nessuno”. Niente più scoreggie in giro per le strade quindi, pena una multa salata che raggiunge anche i 500 euro.

Ogni persona potrà, infatti, denunciare il misfatto. Ma come si farà a stabilire chi ha scoreggiato? Un particolare strumento in dotazione alle forze dell’ordine esaminerà le onde sonore presenti nell’aria, cosa che dimostrerà il peto e che stabilirà di conseguenza da dove questo peto è provenuto.

Ovviamente la legge avrà delle varianti e delle attenuanti, nel caso si sia mangiato pesante, ma è bene non calcare la mano per evitare episodi sconvenienti. Il filosofo Diegos Fuxi dice: “L’Europa non vieterà i peti liberatori, ultimo atto di protesta civile contemporanea”. Intanto, però, il provvedimento è già stato verificato, sarà bene attrezzarci in tempo utile.

Nel 2013 un sito satirico più famoso del Fatto Quotidaino, Lercio, aveva pubblicato una “sentenza”: La Corte europea dei diritti dell’uomo avrebbe condannato la “loffia”, cioè la scorreggia silenziosa, perché “la silenziosità della stessa impedisce a chi è intorno di difendersi adeguatamente, il che costituisce una grave violazione dei più basilari diritti umani”.

Era vera invece la notizia di sette amici di Grignano Polesine (Rovigo), che erano stati rinviati a giudizio perché facevano a “gara di rutti e scorregge”.  I sette erano stati denunciati per “atti contrari alla pubblica decenza”, reato che in ogni caso è stato depenalizzato. Infatti i “gareggianti” sono stati poi assolti perché il fatto (cioè il rutto) non costituisce reato.

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