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Foto coetanea nuda sui cellulari: 10 quattordicenni nei guai

Foto coetanea nuda sui cellulari: 10 quattordicenni nei guai

Foto coetanea nuda sui cellulari: 10 quattordicenni nei guai

PADOVA – Fanno girare sui telefonini via Whatsapp una foto della loro compagna di classe di 14 anni nuda: dieci ragazzini sotto inchiesta. E’ successo in un piccolo paese della provincia di Padova. Ma non è il primo caso e probabilmente non sarà l’ultimo.

Tra i dieci ragazzini c’è anche una quattordicenne, amica della piccola vittima, spiega Enrico Ferro sul Mattino di Padova. I carabinieri sono venuti a prenderla a scuola, una mattina prima dell’inizio delle lezioni. La ragazzina ha notato la volante, poi ha visto che ne usciva il padre che è venuto da lei e le ha detto di seguirlo. E l’ha consegnata ai carabinieri. Tutto davanti agli occhi esterrefatti dei compagni di scuola, un istituto tecnico della provincia di Padova. 

Come tutto questo abbia potuto avere inizio, come la ragazzina che poi è diventata vittima di questa storia abbia potuto fidarsi al punto da affidare una fotografia di sé completamente nuda scattata davanti allo specchio ad alcuni amici, forse proprio a quella coetanea, è difficile dirlo. Almeno adesso. Le indagini dei carabinieri sono appena iniziate, come spiega Ferro sul Mattino di Padova:

In queste ultime settimane le sue foto nuda (una scattata davanti allo specchio) sono volate di telefonino in telefonino. Ma non c’è nulla di virtuale in tutto ciò perché le voci e le risate sono arrivate fino in paese, in classe, nei cortili dove si svolgono le ricreazioni. E quel clic su Whatsapp si è trasformato in un incubo da cui fatica a uscire. Giunta al culmine della preoccupazione si è dovuta confidare con i genitori che sono corsi a denunciare tutto ai carabinieri. È nata così un’indagine coordinata dalla Procura dei Minori che ha disposto accertamenti e perquisizioni a carico di una decina di ragazzi.

Il contesto è questo e, purtroppo, non è un caso isolato. Non è il primo e non sarà l’ultimo. Ciò che è successo dopo, però, rischia di ferire altri ragazzini. Sicuramente una dei dieci che ora sono accusati di aver diffuso il materiale hard. Sì, perché una giovane di prima superiore, studentessa in un istituto professionale di Padova, giovedì mattina si è vista raggiungere dai carabinieri nel parcheggio della scuola. Erano circa le sette e mezzo. Appena varcato l’ingresso ha notato la pattuglia dell’Arma ma non ci ha fatto troppo caso, salvo poi rendersi conto che dall’auto stava uscendo suo padre. Il genitore, su indicazione dei militari, l’ha raggiunta e invitata a salire in macchina. Tutto davanti agli occhi dei compagni di classe, quasi increduli. Durante il tragitto tra Padova e il paesino di provincia in cui abita il maresciallo le ha spiegato ciò che la Legge le contesta: aver diffuso le foto hard della coetanea. In lacrime ha assistito al momento in cui i carabinieri hanno indossato i guanti bianchi per prendere in mano il suo computer, il suo telefonino, il suo iPad. Hanno esaminato anche alcuni mozziconi di sigaretta. Poi hanno chiesto a padre e figlia di seguirli in caserma e lì sono rimasti un’ora e mezza.

 





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