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Game of Thrones 6, dopo stupro Sansa meno violenza su donne

Game of Thrones 6, dopo stupro Sansa meno violenza su donne

Sansa e il perfido Ramsey

ROMA – Basta scene di violenza gratuita sulle donne: la sesta stagione di Game of Thrones sarà meno “estrema”. Ad annunciarlo sono stati gli stessi sceneggiatori della cruenta saga in seguito alla valanga di critiche piovutegli addosso in seguito alla puntata dello stupro di Sansa Stark da parte del perfido Ramsey Bolton. Non era la prima volta che gli spettatori del Trono di Spade assistevano a scene di violenza, particolarmente feroci nei confronti delle donne, ma quella di Sansa Stark è stata a detta di molti una scena non necessaria e piazzata al solo scopo sensazionalistico. Al punto che qualcuno ha persino minacciato di smettere di guardare la serie per protesta

Ma dal prossimo anno si cambia musica. Intervistato da Forbes, Jeremy Podeswa, regista del contestatissimo episodio e dei primi due della prossima stagione, ha rivelato che gli ideatori della serie David Benioff e Dan B. Weiss hanno cambiato il loro approccio alla narrazione proprio dopo le aspre critiche alla scena in cui il sadico Ramsay abusa della giovane Stark sotto gli occhi impotenti del fratellastro Theon Greyjoy/Reek.

“Sono stati reattivi nella discussione e alla fine ci sono state un paio di cose che sono cambiate. E’ importante che [i produttori] non si auto-censurino. Lo show descrive un mondo brutale dove accadono delle cose terribili. Non volevano essere troppo influenzati dalla [critica] ma hanno assimilato e recepito [il messaggio] e in un certo senso questo li ha influenzati”.

Quanto alla scena Podeswa ha precisato:

“E’ stata una scena difficile e brutale e sapevamo che sarebbe stata difficile per il pubblico. Ma per noi era molto importante che l’esecuzione non venisse sfruttata in alcun modo. Per essere onesti, la critica era sull’argomento, non l’esecuzione. E’ stata gestita il più sensibilmente possibile; difficilmente si vede nulla.
Accolgo con favore la discussione sulla rappresentazione della violenza in televisione e come potrebbe essere utilizzato come strumento narrativo, a la sua natura discutibile. Da tempo eravamo consapevoli che sarebbe stata [una scena] disturbante, ma non ci aspettavamo che ci sarebbero state delle persone che ne avrebbero parlato al Congresso”.

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