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GB, casi pedofilia: 22 ergastoli, altro imputato ha 101 anni

GB, casi pedofilia: 22 ergastoli, altro imputato ha 101 anni

GB, casi pedofilia: 22 ergastoli, altro imputato ha 101 anni (nella foto Richard Huckle)

LONDRA – La Gran Bretagna scoperchia il verminaio della pedofilia. Reduce da decenni di omertà e ipocrisie, in grado di proteggere dai sospetti più infamanti vip e non solo, il regno assiste oggi sconcertato all’epilogo di due vicende esemplari, degne entrambe – pur per motivi diversi – del Guinness dei record dell’orrore: con i 22 ergastoli inflitti al trentenne Richard Huckle, ‘l’orco di Kuala Lumpur’ (ma in realtà inglese del Kent) che mascherato da volontario dei buoni sentimenti occidentali e persino da devoto cristiano ha violato l’innocenza di decine di bambini poveri della Malaysia; e con l’inizio del processo a scoppio ritardato al più vecchio imputato della storia giudiziaria britannica, Ralph Clarke, 101 anni, chiamato a rispondere, con un quarantennio di dilazione, dell’accusa d’aver abusato di almeno tre piccole creature nella sua città natale, Birmingham.

Il caso Huckle, divenuto di pubblico dominio pochi giorni fa, ha trovato la sua inevitabile conclusione dinanzi alla corte londinese di Old Bailey. Già riconosciuto colpevole di una settantina di capi d’accusa, e in parte reo confesso, l’ex collaboratore del British Council si è visto piovere sul capo una raffica di condanne al carcere a vita: 22, come il numero di piccole vittime violentate verso le quali la sua colpa è stata ritenuta provata.

In realtà secondo la polizia australiana, nelle sue grinfie risulta essere finito un numero ancora maggiore di bambini, almeno 200, di età compresa fra 12 anni e appena sei mesi, carpiti fra il 2006 e il 2014 nei quartieri più miserabili di Kuala Lumpur, ma anche in altre zone della Malaysia e in Cambogia, e poi ‘esibiti’ come trofei nei sordidi siti del cosiddetto ‘dark web’ alla mercè di altri maniaci.

Sulla carta, è come se il verdetto avesse buttato via le chiavi della sua cella. In effetti, però, Huckle, isolato in prigione e rinnegato dalla famiglia d’origine nella cittadina di Ashford, in Inghilterra del sud, può confidare in una futura libertà su cauzione, hanno disposto i giudici: limitandosi a fissare come condizione che abbia trascorso 23 anni e 292 giorni dietro le sbarre.

“L’unica cosa che conta  è che non possa tornare nel nostro Paese mai più”, si è limitata a mormorare una delle sue vittime malesi, intervistata dalle tv britanniche. Se Huckle uscirà davvero di galera fra un quarto di secolo, sarà a quel punto un uomo poco più che cinquantenne.

La stessa età, grossomodo, che aveva Ralph Clarke quando cominciò a molestare minorenni a Birmingham, stando alle imputazioni che oggi stesso gli vengono mosse a distanza di tanto tempo. Clarke, classe 1915, è ora ultracentenario, ma è comunque comparso dinanzi a un tribunale della città delle Midlands per rispondere di 31 episodi, fra abusi e atti osceni, perpetrati dal 1974 al 1983 – accuse alla mano – ai danni di non meno di tre bambini.

A dispetto dell’età – senza precedenti negli archivi processuali del regno, secondo la Bbc – l’uomo si è trascinato in aula per negare tutto. Un proclama d’innocenza che rischia di non reggere di fronte alle deposizioni dei testimoni di accusa, attesi nei prossimi giorni, in quello che comunque si profila come un simulacro di giustizia: con un imputato di 101 anni suonati che, ragionevolmente, non ha ormai motivo di temere alcun castigo umano. Una farsa, se non fosse una tragedia.





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