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Manuel Foffo, sms al fratello: “Vieni, c’è anche un trans”

Manuel Foffo, sms al fratello: "Vieni, c'è anche un trans"

Manuel Foffo, sms al fratello: “Vieni, c’è anche un trans” (Nella foto Marc Prato)

ROMA – “Vieni, c’è anche un trans”. Prima di arrivare al quartiere Collatino di Roma, i killer (Manuel Foffo e Marc Prato) mandano a Luca Varani una raffica di messaggi. Uno anche al fratello di Manuel, Roberto, scritto da Marc che si era impossessato del telefono dell’amico. “Vieni, c’è anche un trans”, digita alle 7.30 di venerdì.

Roberto richiama Manuel per rimproverarlo: “Ma che cazzo dici?”, e riattacca. Non si rende forse conto che il pr italo-francese è in preda al delirio. Manuel sostiene di aver detto a Marc di non inviare più sms, “ma lui ha continuato a prendere il mio telefono e ad utilizzarlo”.

“Non sapevo che Marc aveva chiamato Luca, ma (lui) lo stesso è entrato in casa anche se non ricordo il momento esatto – ricorda Foffo – La sua presenza era normale data la precedente presenza in casa di altre persone”.

E Rinaldo Frignani per il Corriere della Sera spiega che di due di queste ci sono già i nomi:

«Alex Tiburtina» e «Giacomo», un milanese, come sono memorizzati sullo smartphone di Manuel. Il primo «che avevo conosciuto mesi fa in pizzeria sulla Tiburtina, quando gli pagai un pezzo di pizza e ci scambiammo i numeri di telefono. Quando è venuto a casa eravamo sì sotto l’effetto della cocaina ma mantenevamo la lucidità, mentre quando è venuto Luca sia io che Marc eravamo molto provati dall’uso prolungato di cocaina». Il secondo ospite partecipa alla festa mettendo a disposizione il suo bancomat con il quale Prato preleva parte dei 1.500 euro usati per comprare la droga.

«Marc è gay. Io sono eterosessuale – continua Foffo – Questa è la seconda volta che incontravo Marc. Lui ha un interesse per me, cosa che mi ha manifestato». I due si conoscono durante una festa a Capodanno. Si drogano: «C’è stato del sesso orale. La cosa mi ha dato fastidio e non volevo sentirlo più». Ma Marc ha girato un video e con quello tiene sotto ricatto Manuel. «Non ricordo se la prima volta che siamo usciti di casa eravamo armati – rivela ancora – La vera intenzione di fare del male a qualcuno è stata però con Luca. Anche in passato avevo avuto un momento in cui avevo l’intenzione di fare del male a qualcuno e altre volte ho fatto uso di droga, ma non mi ha mai dato quel tipo di atteggiamento». E all’avvocato confida: «Ho fatto una cosa terribile. Mi sento morto dentro».

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