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“Marianne a seno nudo perché libera”. Valls riaccende polemica sul burkini

"Marianne a seno nudo perché libera". Valls riaccende polemica sul burkini

“Marianne a seno nudo perché libera”. Valls riaccende polemica sul burkini

PARIGI – La Marianne, simbolo della Repubblica francese, “ha il seno nudo perché nutre il popolo, non è velata perché è libera”. Con queste parole pronunciate dal premier francese Manuel Valls, si riaccende la polemica in Francia, sul tanto bistrattato “burkini”, il costume da bagno integrale islamico.

Parlando a Colomiers, nella regione dell’Alta Garonna (sud), Valls ha pronunciato un appassionato discorso, ribadendo la laicità della Francia, fedele alla “libertà” delle donne contro il “nuovo totalitarismo islamico” che bisogna “combattere e abbattere” cambiando la “nostra cultura della sicurezza”. Le reazioni non si sono fatte attendere. Cecile Duflot, ecologista, ha affermato che Valls “avrebbe fatto meglio a rimanere alle parole scritte del suo discorso perché quando si lancia in digressioni finisce per inciampare”. E ha postato su Twitter immagini della Marianne interpretata alcuni anni fa da donne di banlieue.

Benoit Hamon, socialista dissidente dal governo e candidato alle primarie interne, accusa Valls di aver “molto contribuito a dividere il paese quest’estate”. Per Jean-Luc Melenchon (Front de gauche) “non c’è bisogno di essere nudi per essere Marianne”.

Proprio oggi l’alto commissariato dell’Onu per i diritti umani ha salutato con favore la decisione del Consiglio di Stato francese che venerdì scorso ha bocciato l’ordinanza anti-burkini presa dal sindaco di Villeneuve-Loubet, affermando che i divieti sull’abbigliamento alimentano la “stigmatizzazione” dei musulmani. “Questi decreti non migliorano la sicurezza – si legge in un comunicato – Al contrario alimentato l’intolleranza religiosa e la stigmatizzazione dei cittadini di confessione musulmana in Francia, e in particolare le donne”.

Molti sindaci hanno comunque deciso di mantenere le loro ordinanze e di sospenderle solo se saranno obbligati da nuovi ricorsi amministrativi. La questione rischia di restare a lungo al centro del dibattito politico. Il candidato alle primarie della destra Nicolas Sarkozy ha già proposto di estendere il divieto del velo islamico, attualmente proibito solo nelle scuole dell’obbligo, anche all’università.





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