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Michael McFeat: “pene di cavallo” a piatto Kirghizistan e…

ABERNETHY – Uno scozzese rischia di essere arrestato e ha creato un caso diplomatico tra la Scozia e il Kirghizistan per una foto ritenuta offensiva dal Paese ex sovietico. Michael McFeat, un minatore di Abernethy, era andato in Kirghizistan e ha postato su Facebook l’immagine di un piatto locale scherzandoci su: “Ecco a voi il tipico pene di cavallo“. Mai l’avesse fatto: le autorità kirghize lo hanno denunciato per incitamento all’odio razziale e nonostante lui si sia affrettato a cancellare il post sul social network (sostituendolo con uno di scuse), adesso rischia grosso.

Daniele Bellocchio sul Giornale riepiloga tutta la storia:

Il tutto ha avuto inizio dopo che il 39enne scozzese ha condiviso su twitter una foto che ritrae dei colleghi in una mensa, e ad accompagnare l’istantanea la scritta: ” I kyrghizi fanno la coda fuori dalla porta per la loro specialità, il pene di cavallo”. La leccornia in questione è il chuchuk, una tradizionale salsiccia di equino e quella che in apparenza era una puerile battuta, in realtà ha dato vita a uno scandalo internazionale. Dapprima è infatti scattato uno sciopero da parte dei lavoratori della miniera, poi le manette per lo scozzese accusato appunto di aver incitato all’odio razziale con la sua didascalia.

Mcfeat ha subito rimosso i commenti e l’immagine e ha dichiarato che non voleva offendere nessuno e di essere realmente dispiaciuto per l’incomprensione, ed eco hanno fatto le parole dei genitori e della moglie che hanno detto che il commento è stato male interpretato, dal momento che il figlio ha poi lodato le capacità dello chef nel preparare il pranzo di Capodanno.

Ora però quello che la famiglia può fare è attendere l’intervento del Ministro degli Esteri e sperare che un’azione diplomatica possa porre fine a un’incomprensione che al lavoratore scozzese può costare dai 3 ai 5 anni di reclusione.

Michael McFeat: "pene di cavallo" a piatto Kirghizistan e...

Michael McFeat: “pene di cavallo” a piatto Kirghizistan e… (foto da Facebook)

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