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Pallanuoto femminile, la regia a caccia di inquadrature sexy

Stefano Carbone, uno dei personaggi più noti nel mondo della pallanuoto in rosa in Liguria, alza la voce:"Non contesto le immagini sott’acqua – spiega Carbone - ma il fatto che avvenga sistematicamente il replay quando qualcosa che non dovrebbe essere visto compare. È accaduto troppe volte per poter essere un caso".

pallanuotoBELGRADO – Infuria la polemica in Serbia dove si stanno svolgendo gli Europei di pallanuoto femminile. Secondo molti, la regia serba (che diffonde le immagini in tutta Europa) indugia troppo su riprese subacquee dove i costumi vengono tirati e parti nascoste (guarda il video pubblicato dal Secolo XIX) sono in bella mostra. Stefano Carbone, uno dei personaggi più noti nel mondo della pallanuoto in rosa in Liguria, alza la voce:”Non contesto le immagini sott’acqua – spiega Carbone – ma il fatto che avvenga sistematicamente il replay quando qualcosa che non dovrebbe essere visto compare. È accaduto troppe volte per poter essere un caso”.

Intanto la nuova larga vittoria dell’Italia (stavolta contro la Croazia) ha innescato una polemica che già serpeggiava alla vigilia: portare il numero delle partecipanti da otto a dodici è stato un errore, troppa la differenza tra le big e le altre. Il caso più eclatante? La Turchia che ha segnato il primo (e finora unico) gol all’Ungheria l’altro ieri (finale 27-1) dopo aver raccolto nella propria porta (senza segnare nemmeno una rete) ventinove palloni con la Russia e venticinque contro l’Olanda. “Io mi chiedo – dice il campione olimpico Pierluigi Formiconi che del Setterosa è stato allenatore – come si fa a organizzare un torneo del genere». Qualcuno reclama già il ritorno immediato a otto squadre:«Facciamolo a sei e non se ne parla più – taglia corto Formiconi – Italia, Spagna, Olanda, Russia, Ungheria e anche Grecia che mi sembra un gradino sotto. E non mi vengano a dire che lo hanno fatto per cercare di far crescere le altre Nazionali perché questa non è la strada. Guardi, io adoro la pallanuoto, ma a vedere in tv certe partite non ce la faccio”.

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