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Periscope a scuola, commenti p***o alle alunne: “Mostraci..”

LONDRA – Periscope, la popolare applicazione di live streaming lanciata da Twitter, è al centro di uno scandalo nella scuola inglese ed è ora oggetto di una indagine di polizia. A dare il la sono state le denunce di alcune studentesse che sono state letteralmente sommerse di messaggi volgari e richieste pornografiche mentre trasmettevano in diretta streaming da scuola.

Lo fanno già in tanti, anche in Italia: riprendono in diretta le lezioni con i propri smartphone, all’insaputa dei docenti, e le trasmettono a migliaia di utenti in tutto il mondo. L’applicazione consente agli spettatori di commentare e fare domande in tempo reale, che vengono poi visualizzate sullo schermo e tutti possono vedere. E così alle studentesse inglesi al centro dello scandalo sono arrivate richieste fin troppo spinte: c’era chi chiedeva loro di esporre i loro corpi in segreto. In un caso, gli spettatori hanno chiesto a una studentessa di “filmare sotto la gonna” o di esporre il suo seno mentre era seduta in classe. Mentre un altro spettatore ha chiesto se “stessero guardando un p***o”.

E ancora: una allieva dell’Academy Harris in Falconwood, nel Kent, ha tenuto il telefono nascosto nella sua borsa di scuola ma è riuscita ugualmente a parlare inosservata durante la lezione, ricevendo commenti del tipo “mostraci le tette“. La trasmissione si è conclusa bruscamente quando l’insegnante è arrivata nelle vicinanze. Altri feed dal vivo hanno mostrato studentesse durante una lezione, mentre sconosciuti online facevano commenti s******i volgari.

Gli alunni delle scuole secondarie in città come Hull, Huddersfield, Barnet, Haringey, Lewisham, Derby, Sutton, Greenwich, Newham, Lewisham, Enfield e Haringey, sono stati beccati mente erano in diretta durante le lezioni.  E anche se nessuno dei video visti ha mostrato immagini s******i o indecenti, i commenti incoraggiavano le ragazze minorenni a spogliarsi.

L’applicazione “Periscope” non solo è popolare tra i giovani ma è utilizzata da molte aziende, organizzazioni dei media, forze di polizia e di volontariato per lo streaming di incontri e conferenze dal vivo.

Tutte le scuole individuate sono state contattate in seguito ai racconti. Solo la Harris Academy di Falconwood finora ha rilasciato una dichiarazione. Un portavoce ha detto:”I telefoni cellulari non sono ammessi nella nostra scuola, ed è una regola che gli studenti di solito rispettano. Il fatto ha richiamato la nostra attenzione e indagheremo ulteriormente sui due studenti coinvolti”.

Uno dei principali enti di beneficenza per bambini ha detto di essere estremamente preoccupato per il modo in cui i social media sono stati utilizzati nelle scuole. “E’ profondamente scioccante che i ragazzi crescano e vengano sfruttati da questa applicazione, nella scuola dove dovrebbero essere al sicuro”, ha detto l’amministratore delegato di Barnardo, Javed Khan.

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