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Piacenza, guarda foto pedopornografiche su pc in biblioteca

Piacenza, guarda foto pedopornografiche su pc in biblioteca

Piacenza, guarda foto pedopornografiche su pc in biblioteca

PIACENZA – Un uomo italiano di 61 anni è stato arrestato dalla polizia a Piacenza per detenzione di materiale pedopornografico. Gli agenti della volanti lo hanno sorpreso in flagranza nella biblioteca comunale Passerini Landi, nel pieno centro storico della città, mentre guardava filmati pedopornografici sul suo computer, seduto nella sala di studio in mezzo a tanti studenti.

Sono stati proprio alcuni giovani, allarmati, a chiamare il 113 e a segnalare quanto stesse accadendo. Un agente si è avvicinato alle spalle dell’uomo, seduto alla scrivania, senza che se ne accorgesse, sorprendendo il 61enne mentre guardava alcune foto dal contenuto esplicito. Sul posto è intervenuto anche personale specializzato della Polizia postale che ha sequestrato il computer sul quale sarebbero già stati trovati migliaia di file compromettenti. L’uomo, condotto in questura, è stato arrestato e verrà processato nelle prossime ore con rito direttissimo in tribunale a Piacenza.

Google controlla la posta elettronica degli utenti Gmail per vedere se nascondono materiale pedopornografico. Il sistema automatico, adottato già dal 2008, è balzato agli onori delle cronache dopo l’arresto, tempo fa, di un 41enne texano reo di aver inviato via mail foto di pornografia infantile, sollevando preoccupazioni sul web per la privacy. Preoccupazioni cui Google ha risposto spiegando che i controlli riguardano solo quel tipo di reato e non altri crimini. ”Ogni immagine di abuso sessuale su minori genera un’impronta digitale unica che aiuta i nostri sistemi a identificarla”, ha detto un portavoce della società alla Afp, sottolieando che questa tecnologia è usata ”solo per individuare immagini pedopornografiche e non altri contenuti associabili ad attività criminali”.

”Purtroppo tutte le internet company hanno a che fare con la pedopornografia”, ha aggiunto il portavoce. ”Per questo Google rimuove le immagini illegali dai suoi servizi, incluse le ricerche e le mail, e riporta gli abusi al Ncmec”, il Centro statunitense per bambini scomparsi e sfruttati che gestisce un servizio attraverso cui le aziende che operano nel web trasmetto informazioni alla polizia su presunti abusi ai danni di minori.





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