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Prostituzione minorile e hiv, sette persone ai domiciliari

Prostituzione minorile e hiv, sette persone ai domiciliari

Prostituzione minorile e hiv, sette persone ai domiciliari

ROMA – Prostituzione minorile, sette persone sono state poste ai domiciliari nell‘ambito dell’inchiesta sulla pedofilia web che aveva portato anche all’arresto di Claudio Tonoli, un uomo sieropositivo di 56 anni di Montichiari, in provincia di Brescia, che chiedeva alle sue partner minorenni di consumare rapporti sessuali non protetti.

Le sette persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare devono rispondere a vario titolo di prostituzione minorile, detenzione e produzione di materiale pedopornografico.

La vicenda di Tonoli era stata descritta da Mara Rodella sul Corriere della Sera, che raccontava il coinvolgimento nell’inchiesta anche di un sacerdote, don Diego Rota :

“Uno dei ragazzini racconta di averlo «adescato» nel parcheggio di un supermercato a Seriate. In giugno. Da lì, in auto, verso una «zona isolata»: 30 euro per una masturbazione. «Mi conduceva sempre nelle zone isolate e mi chiedeva di avere rapporti completi, ma mi sono sempre rifiutato». Completamente diversa, invece, la versione di Claudio Tonoli, 56 anni, sieropositivo da una ventina: già finito nei guai – per le stesse accuse – nelle scorse settimane nel corso di un’indagine della polizia locale di Montichiari (da cui è emerso chiedesse rapporti non protetti per contagiare le giovani vittime e vendicarsi di chi aveva fatto lo stesso con lui) è l’unico bresciano finito in manette – ai domiciliari – nell’inchiesta su un giro di prostituzione minorile condotta dai carabinieri di Brescia e coordinata dal pm Ambrogio Cassiani.

«Non ho mai visto quel ragazzino, non lo conosco»: ha riferito Tonoli al gip. Una cosa, anzi due, le ha ammesse: «con quel minorenne che mi accusa ho avuto solo uno scambio di sms, un paio di messaggio via WhatsApp, nessun incontro. Tantomeno rapporti sessuali». In sostanza «il mio cliente ha confermato solo di aver contattato quel ragazzo dopo aver visto il suo annuncio sul sito di incontri Badoo », dice il suo legale. Che precisa: messaggi «in cui peraltro non si fa alcun cenno al pagamento di una somma di denaro per una prestazione sessuale». Sarebbe di per sé reato.

Tutti hanno parlato. A partire da don Diego Rota – che i minorenni bergamaschi hanno identificato tra i clienti conoscevano come «Marco» – : ex parroco di Solza, è stato trasferito in una comunità della Curia. Davanti al gip sarebbero arrivate le prime ammissioni. (…) Il primo approccio con un paio di minorenni, secondo il loro racconto, lo avrebbe avuto al cimitero di Bergamo: «Cosa fate qui?» avrebbe chiesto loro dopo aver accostato con il suo suv Lexus, vetri oscurati. La risposta: «Marchette». A quel punto «ci ha fatto salire e ci ha accompagnato al parco di Seriate». Ai ragazzini regalerà anche due telefonini”.

 

 





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