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Quagliarella: “Ceduto a Juve per accuse pedofilia e camorra”

Quagliarella: "Ceduto a Juve per accuse pedofilia e camorra"

Quagliarella con la maglia della Juventus

TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) – Un’ora e mezza davanti ai magistrati per raccontare che la sua carriera di calciatore è stata condizionata in modo decisivo da accuse infamanti e infondate: quella di essere un camorrista e, peggio ancora, quella di essere un pedofilo. Fabio Quagliarella ieri 14 gennaio ha ricordato tutto questo nel nel corso di un interrogatorio nel tribunale di Torre Annunziata (Napoli) nell’ambito del processo a Raffaele Piccolo, l’agente di polizia postale accusato di essere lo stalker di vip e personaggi in vista della provincia di Napoli, in tutta una decina, tra i quali figura anche lo chansonnier di Capri, Guido Lembo.

La vicenda riguarda la cessione di Quagliarella dal Napoli alla Juventus al centro di accuse di camorra, sesso e pedofilia contenute in lettere anonime.  “Sono convinto – ha detto il calciatore – che la mia cessione alla Juventus sia dovuta a quelle accuse assurde di essere camorrista e pedofilo contenute in una serie di lettere anonime giunte in qualche modo anche al presidente Aurelio De Laurentiis”.

Quagliarella, assistito dall’avvocato Gennaro Bartolino, ha deposto (insieme al padre e a un commerciante) in qualità di parte lesa. Davanti al giudice Ernesto Anastasio ha ripercorso quei momenti: oltre alle lettere ha parlato di messaggi sul suo telefonino e su quelli del padre e dell’allora fidanzata.

L’interrogatorio è durato poco più di un’ora e mezza. Il giocatore ha detto di essere stato sotto “pressione” per quattro anni: “Ho conosciuto Piccolo – ha raccontato – nel 2006. Si diceva capace di risolvermi i problemi al telefonino e al mio contatto di Messanger, la cui password era finita in mani sbagliate. In cambio mi chiedeva autografi, foto e magliette. Richieste diventate sempre più pressanti: gli avrò dato almeno venti magliette. Quindi sono iniziate le lettere nelle quali venivo accusato di essere camorrista, di partecipare a orge e di essere pedofilo. Minacce giunte anche a mio padre e alla mia fidanzata dell’epoca”.

In un caso, Quagliarella ha raccontato che a casa del padre è giunta anche “una fotocopia con una bara e la mia foto sopra”. Sulla cessione alla Juve ha aggiunto: “All’inizio della mia avventura al Napoli il presidente De Laurentiis mi chiamava ogni giorno, poi improvvisamente non solo ha smesso di contattarmi ma è arrivato a chiedere che mi trasferissi al centro sportivo di Castel Volturno (dove si allenano i giocatori azzurri). Una richiesta strana, visto anche che due miei compagni, Iezzo e Vitale, vivevano nella mia città natale, Castellammare di Stabia. Quindi il trasferimento alla Juve, cosa di cui non si era mai parlato prima”.

 

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