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Rimini, la trans stuprata: “Ho chiesto di usare almeno il preservativo ma…”

Rimini, la trans stuprata: "Ho chiesto di usare almeno il preservativo ma..."

Rimini, la trans stuprata: “Ho chiesto di usare almeno il preservativo ma…”

RIMINI – “Usate almeno il preservativo“. La trans peruviana vittima del branco di stupratori a Rimini ha chiesto ai suoi aguzzini almeno questa precauzione, ma loro sono rimassi sordi alla loro violenza. Nuovi dettagli emergono dai racconti delle vittime degli stupri consumati nella notte tra 25 e 26 agosto sulla spiaggia di Miramare. La caccia agli aggressori continua, con la polizia che cerca 4 nordafricani e sta passando al setaccio le colonie di magrebine abbandonate tra Miramare e Riccione e l’hotel ‘Le Conchiglie’, anch’esso dismesso.

Si cerca di mettere pressione sulla comunità magrebina, per spingere a collaborare chi possa essere a conoscenza di elementi per rintracciare i quattro protagonisti delle aggressioni. Gli agenti hanno condotto in Questura sette stranieri irregolari: su uno di quelli pendeva un provvedimento di rintraccio che gli è stato immediatamente notificato. Altri otto irregolari sono stati trovati in uno stabile abbandonato in via Ugo Bassi. Al vaglio le posizioni di due, in possesso di cellulari rubati.

Nell’indagine la testimonianza chiave sarà della transessuale. Lei la strada la conosce e ha saputo, per salvarsi la vita, non solo mantenere il sangue freddo, ma consegnare agli investigatori una descrizione utile dei magrebini. Due di pelle quasi chiara, due più scuri, vestiti alla moda, non l’hanno abbordata per una prestazione sessuale, ma aggredita alle spalle per rapinarle la borsa col guadagno giornaliero. La trans avrebbe implorato gli aggressori di usare il preservativo, mentre la violentavano dietro un cespuglio di rovi non lontano dalla Statale. Almeno due le avrebbero negato anche questa accortezza. La polizia sta indagando per verificare se quella notte o nelle precedenti vi siano state altre aggressioni simili, come quella di cui fu vittima il 12 agosto una coppia di turisti lombarda, che però dopo una rapina era riuscita a evitare lo stupro.

Questo episodio, e un altro simile dello stesso giorno, però, col passare delle ore sembra meno collegato al branco. Intanto è arrivato in Questura il vice console del consolato generale polacco in Italia, Batosz Skwarczynski, e in serata sono attesi, come da rogatoria internazionale, gli investigatori di Varsavia per collaborare coi colleghi riminesi. I due polacchi ancora in ospedale, da dove hanno lanciato un appello affinché non vengano divulgati particolari personali, saranno interrogati nei prossimi giorni da magistratura e polizia riminesi alla presenza dei colleghi di Varsavia. Ancora una volta è dalla dinamica dell’aggressione che può arrivare una traccia. Pare che la versione che i due stessero camminando sul passaggio pedonale sia stata rivista e che probabilmente erano già sulla battigia del bagno 130 seduti su un’asciugamano. Aggredito con una bottiglia lui, stuprata lei, i due si sarebbero poi trascinati carponi verso la strada dove a soccorrerli, oltre alla prostituta, sarebbe anche arrivato un turista tedesco a fare da interprete.

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