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Salman Rushdie, ex moglie: “Ossessionato da sesso, insicuro”

Salman Rushdie, ex moglie: "Ossessionato da sesso, insicuro"

Salman Rushdie, ex moglie: “Ossessionato da sesso, insicuro”

ROMA – Ossessionato dal sesso, geloso, insicuro e freddo. E’ il Salman Rushdie privato, descritto così da chi lo conosce bene: la ex moglie Padma Laksmhi. L’autore di “Versetti satanici” non ha lasciato un bel ricordo nella donna che è stata accanto a lui per 10 anni tra fidanzamento e matrimonio. Scrive Il Corriere della Sera:

Rushdie, apparentemente ossessionato dal sesso, la definì “un cattivo investimento” quando lei rifiutò le sue avances, sostenne che la malattia della moglie – l’endometriosi – fosse in realtà una scusa per non fare sesso con lui. E proprio l’endometriosi della modella fu la causa del litigio finale: lei tornò a casa dalla clinica dopo un intervento di 5 ore per rimediare al problema, e il giorno successivo Rushdie partì ugualmente per un viaggio di lavoro spiegando che “the show must go on”, lo spettacolo deve continuare (appena fu in grado di camminare, lei si recò immediatamente da un avvocato divorzista: fine della storia).

Difficile sentir parlare bene di qualcuno – famoso o non famoso – dall’ex coniuge dopo una relazione finita male: certo è però che i quattro matrimoni dello scrittore (con Clarissa Luard dal 1976 al 1987, con Marianne Wiggins dal 1988 al 1993, con Elizabeth West dal 1997 al 2004; e l’ultimo con Padma) sono sempre finiti malissimo, con accuse poco simpatiche. L’identikit è più o meno sempre quello: un uomo insicuro, geloso, meschino, ossessivo e ossessionato dal sesso, puntiglioso e arrogante. L’ultima compagna Anche l’ultima compagna di Rushdie, Pia Glenn, ha detto di lui dopo la fine della storia cose molto cattive (“è immaturo e codardo”), guadagandosi una risposta adeguatamente acida (“Pia è una donna instabile che porta sempre con sé un grande secchio radioattivo pieno di stress”).

Non è chiaro se Rushdie intenda rispondere con un comunicato – se non addirittura tramite avvocati – a quello che c’è scritto nel libro di Padma. Di certo era dai tempi del libro scritto da Claire Bloom vent’anni fa per raccontare la sua storia con Philip Roth che non si leggeva un ritratto così sgradevole di un grande scrittore del nostro tempo.Difficile sentir parlare bene di qualcuno – famoso o non famoso – dall’ex coniuge dopo una relazione finita male: certo è però che i quattro matrimoni dello scrittore (con Clarissa Luard dal 1976 al 1987, con Marianne Wiggins dal 1988 al 1993, con Elizabeth West dal 1997 al 2004; e l’ultimo con Padma) sono sempre finiti malissimo, con accuse poco simpatiche. L’identikit è più o meno sempre quello: un uomo insicuro, geloso, meschino, ossessivo e ossessionato dal sesso, puntiglioso e arrogante.