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Sesso e animali, come lo fanno: rane necrofile, insetti stuprano, scoiattoli…

Sesso e animali, come lo fanno: rane necrofile, insetti stupratori e scoiattoli...

Sesso e animali, come lo fanno: rane necrofile, insetti stupratori e scoiattoli…

ROMA – Necrofilia,  tradimento, stupro e masturbazione: il sesso nel regno degli animali non si fa mancare nulla. Monica Mazzotto su La Stampa spiega che la vita sessuale degli animali prevede pratiche che per l’uomo sarebbero perversioni, ma che in natura assicurano la sopravvivenza della specie. C’è la rana amazzonica che è necrofila, l’insetto di stagno che stupra la compagna minacciandola di mote e lo scoiattolo che si masturba per prevenire le malattie sessuali. E anche il mito degli uccelli monogami viene meno: magari stanno insieme tutta la vita, ma i piccoli potrebbero non essere i loro.

Su Tuttoscienze la Mazzotto spiega che la monogamia è molto rara in natura, persino negli uccelli che erano ritenuti i più fedeli nel regno animale:

“Uno tra i più studiati è il Malurus splenden: in questa specie di passeriforme australiano il maschio e la femmina si uniscono in coppia per tutta la vita, per poi tradirsi con il vicinato. Non è raro, infatti, che i piccoli di una stessa nidiata abbiano padri differenti o che il «marito» non sia padre di nessuno di loro”.

C’è poi l’insetto che minaccia la compagna di morte e ne approfitta per stuprarla:

“Il primo è il Gerris gracilicornis, che cammina sull’acqua con le sue zampette. Quando un maschio incontra una femmina, le salta sulla schiena e, se lei non cede alle avances, lui inizia a far vibrare la superficie dello stagno, attraendo in questo modo i predatori. Visto che la femmina è sotto il maschio, è lei che rischia l’eventuale assalto di un pesce o di un altro insetto. A questo punto, se non vuole fare una brutta fine, deve cedere al maschio”.

Ma anche la falena Spodoptera usa lo stupro come pratica di accoppiamento:

“Quando il maschio di questa farfalla notturna incontra una femmina, la corteggia cantandole una serenata. Fin qui può sembrare persino romantico, peccato che la melodia sia composta da ultrasuoni uguali a quelli dei temuti pipistrelli. La femmina si paralizza, terrorizzata, permettendo al partner un comodo accoppiamento”.

Se lo stupro può sembrare estremo, c’è una rana amazzonica che pur di riprodursi si accoppia con la compagna morta:

” La rana amazzonica Rhinella proboscidea sperimenta accoppiamenti «esplosivi»: centinaia di maschi competono per poche decine di femmine, tutti ammassati in piccole pozze. Può succedere che un maschio più furbo (o più disperato) si accontenti di quella che scientificamente è la «strategia necrofila funzionale»: prende il cadavere di una femmina e le schiaccia i fianchi, fino a quando non fuoriescono le uova che lui feconda”.

Per evitare malattie infettive invece lo scoiattolo terricolo del Capo, si dedica alla masturbazione dopo i rapporti sessuali:

“I suoi testicoli, che misurano il 20% del corpo, producono una grande quantità di seme, molto utile in questa specie promiscua, in cui le femmine subiscono accoppiamenti multipli sia con il leader dominante sia con i subordinati. Dopo i vari rapporti l’onanismo si trasforma in una sorta di automedicazione: pulendosi i genitali, infatti, i maschi riducono le possibilità di contrarre malattie infettive”.

La lumaca di mare, Chromodoris reticolat, invece è ermafrodita e dopo essersi accoppiata con se stessa perde gli organi riproduttivi:

“Ogni individuo possiede sia la parte maschile sia quella femminile e può usarle contemporaneamente: così, dopo pochi secondi o qualche minuto, si staccano. Ma, con sorpresa, si è osservato che, se si la­scia all’audace lumaca il tempo necessario (24 ore), questa è in grado di rigenerare il proprio organo, pronto per nuove avventure”.

Infine c’è la lucertola Cnemidophorus uniparens, di cui esistono solo esemplari femmine. Le lucertole si riproducono partenogeneticamente, senza il bisogno di maschi e generando uova con lo stesso corredo genetico, ma non rinunciano al corteggiamento:

“A seconda del ciclo ovarico, le femmine pronte per la riproduzione, vengo­no corteggiate da altre femmine che svolgo­no il ruolo maschile. Dopo la finta copula, vengono deposte le uova che daranno alla lu­ce lucertole geneticamente identiche alle ma­dri. È proprio la finta copula ad aumentare la fertilità: in un mondo di sole femmine è que­sto il trucco per battere la noia!”.

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