Blitz quotidiano
powered by aruba

Sesso, segreti e ricatti: tutte le accuse a don Antonio Marrese

Sesso, segreti e ricatti: tutte le accuse a don Antonio Marrese

Sesso, segreti e ricatti: tutte le accuse a don Antonio Marrese

NAPOLI – Uno scandalo a luci ultra rosse travolge un prete di 46 anni, don Antonio Marrese, per 15 anni vicerettore del Santuario della Madonna di Pompei e poi per un anno cappellano della 46esima brigata aerea di stanza a Pisa. Il religioso è stato allontanato qualche settimana fa dopo l’avvio dell’inchiesta a suo carico. Una inchiesta partita da una vicenda di ricatti a sfondo omosessuale a Pompei, esplosa quando l’attenzione della Procura della Repubblica di Massa si è rivolta al periodo passato a Pisa. A quanto sembra, la nomina di Antonio Marrese a cappellano della brigata aerea è stato come affidare a una volpe la custodia di un pollaio. Nello specifico Marrese è accusato di molestie sessuali ai danni di un carabiniere. 

Secondo il Tirreno, don Antonio Marrese ha convinto una sua “vittima” a consegnargli login e password di accesso al cervellone dell’Arma per consultare così i fascicoli sul suo conto;

Contro il “ribelle”, l’uomo che aveva provato a ricattare e poi deriso facendo girare per le caserme d’Italia le sue lettere piene di dettagli piccanti e ingiuriosi, ha ordinato perquisizioni e blitz anti-mafia. E poi, con tanti, troppi, è riuscito a giocarsi il suo jolly. Perché si vantava da vero “don” Antonio Marrese. «Ho contatti in alto io, sai, posso farti trasferire, cosa credi, oppure far sprofondare la tua carriera», diceva ai militari che ricattava.

Un altro giornale online, “Il Corrierino” lo definisce “Persona “social”” che aveva “un profilo ed una pagina facebook, e decine di filmati youtube con sue interviste online”. Aveva, appunto. Perché dopo lo scoppiare dello scandalo è stato quasi tutto rimosso.

Marrese si difende puntando il dito proprio contro il suo accusatore, il carabiniere che secondo gli investigatori è vittima degli abusi: “Incredibile, assurdo. Quel carabiniere era un mio amico e mi ha fatto del male. Non lo vedo da tempo. Le sue sono solo bugie”, le parole del religioso.

Sara Malafronte per il Mattino di Napoli descrive l’indagine come destinata ad allargarsi puntando su intercettazioni e sul materiale, che potrebbe essere scottante, trovato su cellulare e computer del religioso:

Nuovi sviluppi nell’inchiesta potrebbero scaturire dalle conversazioni telefoniche oltre che dai filmati rinvenuti sul cellulare. I militari hanno ascoltato decine di persone informate sui fatti. Come accennato, nell’ambito delle indagini è stato sequestrato anche il telefonino cellulare del sacerdote, dopo che le sue telefonate sono state intercettate e registrate per mesi. Il sacerdote non ha mai nascosto il suo debole per la divisa da carabiniere. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati sequestrati, oltre a molto materiale «proibito» per chi ha scelto il voto di castità e povertà, sei computer, di cui uno di proprietà della 46esima Brigata Aerea, e due hard disk esterni

Secondo il sito “nonsolomarescialli.it” tutto sarebbe partito dal rifiuto di un carabiniere di onorare il patto: favori sessuali in cambio dell’ingresso nell’arma. Cavalca le tesi dell’accusa anche un altro sito, metropolisweb che in un articolo parla di lettere anonime e della presunta gelosia del sacerdote per la moglie del carabiniere oggetto delle sue attenzioni.

Decisamente diversa, infine, la posizione di un altro sito, melandronews: il miliare andrebbe mentito e si andrebbe verso il proscioglimento di don Antonio, si legge in un articolo firmato da Claudio Buono.