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Sex toys, business milionario: “Abbiamo investito 9mila sterline, ora abbiamo 58 milioni”

Sex toys, business milionario: "Abbiamo investito 9mila sterline, ora abbiamo 58 milioni"

Sex toys, business milionario: “Abbiamo investito 9mila sterline, ora abbiamo 58 milioni”

LONDRA – Il businness dei sex toys è più che mai redditizio: un terzo di quelli venduti in Gran Bretagna è realizzato da Richard Longhurst e Neal Slateford, che da un investimento iniziale di 9mila sterline in 15 anni hanno raggiunto un fatturato annuo di 58 milioni di sterline, grazie anche al “Great American Challenge”, il più venduto: un vibratore di 81 centimetri.

Longhurst e Slateford, che nel loro store Lovehoney dispensano anche consigli sull’uso dei sex toys, ricevono più di 3mila ordini al giorno, che riescono a evadere grazie alle 130 persone che lavorano con loro.

I due soci, nella trasmissione in onda su Channel 4 “How’d You Get So Rich?” (Come sei diventato così ricco?), hanno spiegato il segreto del loro successo, mentre la conduttrice Katherine Ryan li pungolava per conoscere qualche curiosità in più sui loro prodotti.

I sex toys venduti da Longhurst e Slateford hanno prezzi per tutte le tasche e c’è la garanzia di essere rimborsati, anche in caso siano stati utilizzati. La coppia afferma che l’ottimo servizio fornito ai clienti è alla base del loro successo: “Se qualcosa va storto o si sceglie l’oggetto sbagliato, ci sono 365 giorni di tempo per la restituzione e garantiamo un rimborso. E’ un fatto unico, non lo fa nessuna azienda al mondo”.

Gli imprenditori, conoscono bene le esigenze dei loro clienti ed esaudiscono i loro desideri, a partire da “F**k me Silly” (“Scop*mi stupido”), venduto a 369,99 sterline, mirato al fondoschiena femminile.

Nonostante sia commercializzato come un masturbatore maschile, Neal spiega: “Molte coppie utilizzano questo tipo di sex toy per realizzare una fantasia a tre”. E c’è anche un sex doll per donna, in vendita a 269,99 sterline.

L’azienda è stata fondata nel 2002 dalla coppia di ex giornalisti che hanno astutamente individuato un vuoto nel mercato per quanto riguardava sex toys femminili meno squallidi. Nel primo mese hanno venduto solo tre prodotti, ma alla fine dell’anno sono arrivati a mille al mese, con un guadagno di 37mila sterline.

“Ci siamo resi conto immediatamente che il settore dei sex toys ha una cattiva reputazione ed era legato al mondo della p*********a; quando abbiamo iniziato, parecchie aziende che inizialmente avevano commerciato in p***o si erano trasformati in venditori di sex toys”, conclude Richard.

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