Blitz quotidiano
powered by aruba

Siria. Msf, altre 16 persone morte di fame a Madaya

Altre 16 persone sono morte di fame a Madaya, città siriana assediata dalle truppe governative e dalle milizie sciite libanesi di Hezbollah loro alleate dopo l'arrivo di aiuti umanitari l'11 gennaio scorso. Lo rende noto Medici senza Frontiere, accusando gli assedianti di bloccare la distribuzione di medicinali salvavita per le persone denutrite. I 16 decessi si aggiungono ai 35 già denunciati a partire dall'inizio di dicembre.

Un bambino scheletrito a Madaya

Un bambino scheletrito a Madaya

LIBANO, BEIRUT – Altre 16 persone sono morte di fame a Madaya, città siriana assediata dalle truppe governative e dalle milizie sciite libanesi di Hezbollah loro alleate dopo l’arrivo di aiuti umanitari l’11 gennaio scorso.

Lo rende noto Medici senza Frontiere, accusando gli assedianti di bloccare la distribuzione di medicinali salvavita per le persone denutrite. I 16 decessi si aggiungono ai 35 già denunciati a partire dall’inizio di dicembre.

Secondo operatori sanitari a Madaya sostenuti da Msf, altre 320 persone soffrono di malnutrizione in questo momento nella cittadina, 33 dei quali, in gravi condizioni, rischiano di morire da un momento all’altro. “E’ totalmente inaccettabile che la gente continui a morire di fame, e che le persone in condizioni critiche rimangano in città, mentre avrebbero dovuto essere evacuati da settimane”, protesta Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di Msf.

Secondo stime dell’organizzazione, sono tra il milione e mezzo e i due milioni su tutto il territorio siriano i civili intrappolati in zone assediate da forze governative o da gruppi armati dell’opposizione. In molte di queste località le evacuazioni per ragioni mediche sono impedite, mentre i medicinali destinati alla popolazione vengono fermati ai posti di blocco.