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LOS ANGELES – Thomas Lobel è un ragazzo di 11 anni che vive a Berkely in California e che, spinto dalle due mamme con cui vive, ha deciso di sottoporsi ad un trattamento che blocchi la sua crescita ormonale.
Thomas è cosi convinto della sua decisione che ha deciso addirittura di cambiare nome e farsi chiamare Tammy. Le sue madri raccontano che una delle prime cose che Tammy ha imparato nel linguaggio dei segni, è pronunciare la frase: “Sono una ragazza”.
A sette anni Thomas minaccia di amputarsi i genitali e i medici gli diagnosticano un disordine di identità genetica. Ad otto anni comincia la fase di transizione da uomo a donna con una terapia anti-ormonale che previene la pubertà. L’ apparecchio che sopprime gli ormoni viene impiantato nella parte superiore del braccio sinistro, impedendogli così di sviluppare spalle larghe, una voce rauca e peli sul corpo.
Le madri di Tammy sono state criticate da diverse associazioni: “Quello che più mi preoccupava è pensare che lei potesse essere triste da adulto” racconta la Pauline Moreno, una delle due donne. La Moreno e la compagna Debra Lobel spiegano che fin da quando era piccola, Tammy preferiva i completini e i reggiseni ai cappelli da baseball. “Viveva in un mondo tutto suo, lontano da tutto e da tutti e non potevamo non permettere a Thomas di diventare Tammy”.
Le due madri di Tammy si sono sposate nel 1990 da un rabbino ma ci tengono a precisare che la loro sessualità non ha niente a che vedere con la decisione che hanno preso per Tammy. Dicono che la cura ormonale darà a Tammy un’idea più chiara di quello che vuole essere. Se vorrà diventare una donna per sempre allora potrà intraprendere una cura di ormoni femminili, per farsi crescere il seno e sviluppare altre caratteristiche fisiche tipicamente femminili.
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[...] questo periodo, un ulteriore spunto di riflessione sul tema ci arriva dalla vicenda di Thomas Lobel, un ragazzo statunitense di 11 anni inserito in un contesto familiare composto da due madri. [...]