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Udine, prostituta accusa cliente di violenza: non era vero

I giudici di secondo grado hanno ribaltato la sentenza di condanna a 3 anni e 6 mesi pronunciata lo scorso settembre, in abbreviato, dal gup di Udine, e assolto l’imputato

Udine, prostituta accusa cliente di violenza: non era vero

Udine, prostituta accusa cliente di violenza: non era vero

UDINE – Quel cliente non l’aveva rapinata e violentata. Le aveva, questo sì, rubato il telefonino. E’ stata scoperta una prostituta che con le sue accuse aveva fatto sì che un uomo marocchino finisse in carcere. Una storia raccontata da Il Messaggero Veneto e che viene da Udine:

A riscrivere l’episodio avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio dell’anno scorso, in via Battistig, è stata la Corte d’appello di Trieste presieduta da Igor Maria Rifiorati. Accogliendo la tesi sostenuta dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Lea Acampora, i giudici di secondo grado hanno ribaltato la sentenza di condanna a 3 anni e 6 mesi pronunciata lo scorso settembre, in abbreviato, dal gup di Udine, e assolto l’imputato, il 29enne Ouniniss Abdellatif, dai reati di sequestro di persona e violenza sessuale, riconoscendolo colpevole soltanto di furto, previa derubricazione della rapina aggravata dall’uso del coltello.

Alla medesima conclusione era approdato il procuratore generale, dopo avere sentito le dichiarazioni rese in udienza dal marocchino. Che, ammettendo di avere rubato il cellulare della donna, una giovane sudamericana, alla fine della prestazione sessuale, aveva suggerito una spiegazione plausibile alla sua denuncia. Nel ribadire quanto sostenuto già in primo grado, l’avvocato Acampora ha insistito anche sulle diverse contraddizioni in cui la prostituta era caduta, tanto da essere smentita pure da alcuni atti d’indagine. Considerato il presofferto, il difensore ha chiesto che la pena che gli sarebbe stata inflitta per il furto fosse “compensata” dal periodo (1 anno e 20 giorni) già trascorso in cella. Abdellatif è stato quindi immediatamente liberato.





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