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Usa: tampone vaginale di cannabis contro dolori mestruali

Succede negli Usa. In Italia il 64%, quasi due su tre, sono favorevoli alla coltivazione della cannabis ad uso terapeutico

Usa: tampone vaginale di cannabis contro dolori mestruali

Usa: tampone vaginale di cannabis contro dolori mestruali

ROMA – Un tampone vaginale a base di cannabis. Così in America pensano di combattere contro i dolori mestruali. O almeno, questo è l’ultimo ritrovato della scienza che arriverà sul mercato degli Usa.

Foria Relief (questo il nome del prodotto, ndr) è stato attentamente concepito per massimizzare il rilassamento muscolare e per alleviare il dolore grazie al potere della cannabis, ma senza che questo prodotto possa dare un effetto psicotropo”, assicura la casa farmaceutica che esclude quindi che il tampone possa mandare le donne “su di giri”.

“La cannabis – continua l’azienda – ha una lunga tradizione come antidolorifico in caso di mestruazioni dolorose. Noi vogliamo condividere le proprietà di questa pianta utilizzando moderne tecniche di estrazione che assicurino un prodotto sicuro e accessibile per tutte le donne”.

D’altra parte l’uso della cannabis per vari scopi è ampiamente sdoganato, persino in Italia (dove è illegale) molti pensano che bisognerebbe legalizzarla. Ad esempio il 64% degli italiani, quasi due su tre, sono favorevoli alla coltivazione della cannabis ad uso terapeutico per motivi di salute ma anche economici e occupazionali. E’ quanto emerge dall’ultima indagine Coldiretti/Ixè sulle potenzialità economiche e occupazionali della coltivazione, trasformazione e distribuzione della cannabis ad uso terapeutico.

Una comprensione che, sottolinea la Coldiretti, risponde alle necessità di pazienti con patologie gravi contro le quali i farmaci con il principio attivo della cannabis si sono dimostrati utili. In Italia, secondo la Coldiretti, sono da subito disponibili almeno mille ettari di serre in disuso per la coltivazione in ambiente controllato per soddisfare i pazienti in Italia e all’estero; un’opportunità che potrebbe generare un giro di affari di 1,4 miliardi e garantire almeno 10 mila posti di lavoro e che, sostiene la Coldiretti, va attentamente valutata per uscire dalla dipendenza dall’estero e avviare un progetto sperimentale di filiera italiana al 100% che unisce l’agricoltura all’industria farmaceutica.

 

 





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