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Vatileaks, Francesca Chaouqui: Mai sesso con monsignor Balda

Vatileaks, Francesca Chaouqui: Mai sesso con monsignor Balda

Vatileaks, Francesca Chaouqui

CITTA’ DEL VATICANO – Vatileaks, Francesca Chaouqui: Mai fatto sesso con Vallejo. Nessuno glielo ha chiesto, ma lei o ha detto lo stesso in Aula: “Non ho mai fatto sesso con mons. Vallejo Balda. Non mi sono mai accostata carnalmente al monsignore“.

Lo voleva dire per forza Francesca Chaouqui nel suo interrogatorio al processo Vatileaks, contestando quanto affermato dal prelato spagnolo nel suo memoriale e replicando a quanto scritto su di lei dalla stampa da tutto il mondo. “Quella notte a Firenze, del dicembre 2014, ho raccolto le confessioni personali di mons. Vallejo sulla sua sfera sessuale, non la mia. E questo avvenne nella stessa camera d’albergo dove la madre di Vallejo stava dormendo”, ha spiegato.

Elegante in completo pantaloni nero premaman, l’ex componente della Commissione Cosea sulle finanze vaticane ha fatto molta fatica a rispondere solo alle domande nel lungo interrogatorio che ha occupato l’intera udienza di oggi, la settima, del processo sulla fuga delle carte segrete della Santa Sede. Con piglio energico, solo a tratti emozionato, voleva continuamente interloquire, precisare anche cose non chieste.

“Tutta la conversazione non ebbe nulla a che vedere con un presunto rapporto tra me e mons. Vallejo. Tra l’altro al racconto che mi fece era dovuto il fatto di aver lasciato la sua diocesi di Astorga”, ha riferito. “Con tutto quello che è stato detto di me, con quello che ho subito, dovrei raccontare tutto quello che Vallejo mi ha raccontato quella sera – ha aggiunto -. Non lo faccio per rispetto della sua condizione di sacerdote: per me l’abito sacerdotale ha ancora un valore”.

Nell’udienza, oltre a lunghe spiegazioni sull’attività Cosea e sul fatto di non aver mai minacciato Vallejo per fargli consegnare i documenti ai giornalisti Nuzzi e Fittipaldi, né che lo abbiano fatto questi ultimi (“lui aveva bisogno di dimostrare il gran lavoro fatto per il Vaticano, aspirava a diventare prima segretario della Segreteria per l’Economia poi revisore generale”), è spuntata una lettera con falsa intestazione Ior che sarebbe stata prodotta dall’imputata con la collaborazione del prelato spagnolo. In una mail dell’8 gennaio 2015 Chaouqui invia un testo a Vallejo e gli chiede di trascriverlo su carta intestata dello Ior.

Il presidente Dalla Torre ha sottolineato che vi si parlava del caso Montepaschi. “E’ una cavolata – ha replicato Chaouqui -. Volevo solo mettere alla prova Vallejo che si vantava di avere tutte le carte intestate della Santa Sede”. “E chi è Paolo, di cui si parla nella mail?”, è stato chiesto. “Non ricordo, mi sembra un altro giornalista. Anche il testo non l’ho scritto io, era un lettera che girava, io l’ho ricevuta”. Sottoposta allo Ior, la lettera (che recava la firma dell’allora vice presidente) è stata riconosciuta come falsa.

Successivamente in un whatsapp a Vallejo, Chaouqui avverte: “Su Rai 3 va in onda la puntata che ho fatto io sul Montepaschi”. “Forse posso aver contribuito all’impostazione scenica – ha spiegato Chaouqui, con qualche esitazione -. Comunque nessun legame con la lettera”. La trasmissione citata si riferisce a una puntata di Report del 23 novembre 2014. “Vallejo Balda apprezzava quel programma – ha detto -. Comunque non mi sono mai occupata di Montepaschi all’interno della Santa Sede”. I pm le hanno anche chiesto: “lei ha mai avuto contatti con Report?”.

“Assolutamente sì – è stata la risposta -. Non solo io ma anche Vallejo Balda”. E qui la donna ha prodotto trascrizioni di conversazioni tra Vallejo e il giornalista Paolo Mondani, in cui il prelato risponde a domande. “Mondani mi chiese anche conferma delle cose da lui dichiarate – ha aggiunto – ma io decisi di non rispondere”. “Vallejo – ha proseguito la donna – decise di partecipare a volto coperto a una trasmissione di Report. Su whatsapp mi comunicò: ‘Sono stato da Paolo e abbiamo fatto il video’. Allora io decisi di avvertire il cardinale Santos Abril”, presidente della Commissione Ior.

Chaouqui, oltre a negare di aver mai passato documenti riservati a Nuzzi (“solo il biglietto d’invito per la terrazza alle canonizzazioni e una rassegna stampa sul Vatican asset management”) ha anche negato di far parte dei servizi segreti: “E’ surreale. Ho solo avuto incarichi da aziende del campo della sicurezza”. Al termine dell’udienza il promotore di giustizia Gian Pietro Milano ha chiesto la trasmissione degli atti riguardanti una persona frequentata da mons. Vallejo, l’astrologo Mauro Iacoponi. L’uomo è stato citato dalla Chaouqui dicendo che “è stato lui a fornire il telefonino, nascosto nella biancheria, a mons. Vallejo nel periodo in cui era agli arresti domiciliari, a fini di inquinamento delle prove”. La scoperta da parte della Gendarmeria ha fatto sì che Vallejo sia stato poi di nuovo rinchiuso in cella, dove si trova tuttora. L’intento dei pm vaticani di aprire un nuovo fascicolo. Si riprende lunedì.