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Angela Merkel, dopo sconfitta elezioni torna a parlare di espulsioni di migranti

BERLINO – Dopo la sconfitta elettorale Angela Merkel torna a parlare di espulsioni. Lo fa perché convinta, anche se non lo dice apertamente, che il flop elettorale in  Meclemburgo (alle amministrative il suo partito è arrivato dietro all’estrema destra) sia intimamente legato alle politiche di accoglienza dei migranti decise dal suo Governo. Politiche che, pur parlando di espulsioni, Merkel continua ovviamente a difendere.

“Sono molto scontenta per l’esito delle elezioni regionali ieri in Meclemburgo” dice Merkel in conferenza stampa.  La frase ha aperto il suo primo commento sulle elezioni regionali in cui i populisti dell’Afd hanno superato per la prima volta la sua Cdu. “E’ particolarmente spiacevole perché l’Unione cristiano-democratica nel governo regionale si è preoccupata di mandare avanti la Regione. Ha fatto un buon lavoro”, ma “purtroppo” i suoi leader locali “non hanno potuto raccogliere questi frutti perché'”, nelle elezioni, “si è trattato quasi esclusivamente di politica federale” che “si e’ sovrapposta quasi a tutto”, ha detto Merkel riferendosi esplicitamente al “tema dei profughi e anche la questione dell’integrazione”.

Quindi il passo chiave, quello sulle espulsioni. Da un lato ci prendiamo la responsabilità umanitaria, inclusa l’integrazione, dall’altro mettiamo in chiaro che coloro che non hanno diritto di rimanere, devono anche lasciare il nostro paese”.

A proposito di una riunione in teleconferenza avuta oggi  5 settembre con vertici del suo partito, Merkel ha ricordato che in passato è stato “concordato insieme di ridurre il numero dei profughi in arrivo. Già nel congresso dell’anno scorso abbiamo detto che anche un paese come la Germania non può accogliere ogni anno un cosi’ gran numero di profughi”, ha aggiunto riferendosi implicitamente all’1,1 milioni di arrivi del 2015.

“Abbiamo molto da fare per riconquistare la fiducia”, ha detto ancora Merkel. “Il tema integrazione giochera’ un ruolo enorme e anche il rimpatrio di profughi che non hanno permesso di soggiorno”, ha aggiunto. “Ritengo giuste che le decisioni fondamentali che sono state prese nei mesi passati”, ha premesso la cancelliera riferendosi all’accordo Ue con la Turchia, alla volonta’ di “fermare l’immigrazione illegale” e alla “possibilita” di vita da dare ai migranti “vicino alla loro patria”.