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Brennero, Renzi avverte Austria: “Non faremo finta di nulla”

ROMA – Brennero, l’Italia avverte l‘Austria: “Non faremo finta di nulla”, ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in riferimento alle manovre austriache sul valico, con la costruzione della barriera per fermare i migranti entro i confini italiani.

“Agli amici austriaci dico che il Brennero non è solo il tunnel per collegare i nostri Paesi, il Brennero è un luogo di lavoro per molte aziende, ed è un simbolo. Non faremo finta di nulla se qualcuno viola le regole. L’amicizia è un grande valore il rispetto del regole è alla base dell’amicizia. Il Brennero non può diventare oggetto di competizione, le regole vanno rispettate, non faremo finta di nulla se si violano regole ma sono fiducioso che non si farà”, ha detto Matteo Renzi.

Poche ore prima da Vienna è arrivata la notizia che non solo verrà eretta una barriera al confine con l’Italia che sarà pronta entro maggio (costo 1,1 milioni), ma anche una nel Burgenland, al confine con l’Ungheria. In questo modo l’Austria dice di voler scongiurare il pericolo di un Tirolo “trasformato in sala d’attesa” nel caso in cui il comportamento italiano verso i migranti non fosse abbastanza rigoroso e gli effetti di una tendopoli per rifugiati a Koermend, in Ungheria, una sorta di Idomeni magiaro.

Il ministro della Difesa austriaca, Hans Peter Doskozil, ha puntato il dito contro Roma: “Se l’Italia continuasse a far passare i profughi e non prendesse indietro i respinti, chiederemmo di poter controllare anche sul suo territorio”. Il Tirolo, ha avvertito, non deve trasformarsi “in una sala d’attesa”. La risposta italiana, affidata al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, è stata immediata: la chiusura dei confini “sarebbe un brutto segnale per l’Europa. Vedremo di cosa si tratta”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. “Se si trattasse di muri sarebbe grave, perché vorrebbe dire che si dimentica che i problemi vanno affrontati insieme e non certo, come ha ricordato il presidente della Repubblica, erigendo muri”.

Un altolà all’Austria è arrivato anche dal commissario europeo per gli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos: “Ho chiesto alla ministra Mikl-Leitner un testo che spieghi cosa stanno facendo e perché. Lo aspettiamo da un attimo all’altro. Anche noi invieremo una lettera formale. Non abbiamo bisogno di politiche che portino alla chiusura delle frontiere, perché così si mette a rischio Schengen. Iniziative unilaterali come questa finiscono proprio per attentare alla libera circolazione. Non è la giusta risposta ai problemi. Spero che la decisione austriaca non sia attuata e che il dialogo prevalga. Dobbiamo fare tutti il possibile perché Schengen torni alla normalità entro fine anno”.