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Brexit, inglese bye bye: potrebbe non essere più lingua ufficiale della Ue

 

BRUXELLES – L’inglese, seconda lingua più parlata al mondo, potrebbe non essere più una delle lingue ufficiali dell‘Unione Europea non appena il Regno Unito lascerà veramente i 28, dopo la decisione uscita dalle urne del referendum sulla Brexit. E’ quanto ha pronosticato Danuta Hueber, presidente della Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo.

La questione è semplice: l’inglese è parlato solo in tre Paesi dell’Unione europea, ovvero Regno Unito, Repubblica d’Irlanda e Malta. Ma solo Londra ha scelto di essere rappresentata a Bruxelles con l’inglese, perché La Valletta ha scelto il maltese e Dublino il gaelico. Quindi una volta che la procedura di recesso sarà terminata, l’inglese non sarà più la lingua ufficiale di nessuno.

Huebner ammette però che l’inglese potrebbe comunque restare una lingua di lavoro nell’Unione Europea, anche se non dovesse più avere il rango di lingua ufficiale, purché si abbia l’accordo di tutti gli Stati membri.

Ma che cosa significa essere lingua ufficiale? Questa qualifica permette ai portavoce dei vari Stati di parlare quella lingua durante gli incontri dell’Unione Europea, e consente ai cittadini di avere i documenti ufficiali tradotti nella loro lingua.

La stessa Huebner ha però ammesso che abbandonare del tutto la lingua britannica sarà molto difficile. “È l’idioma dominante”, ha ricordato. L’inglese, quindi, potrebbe essere solo bandito dagli incontri ufficiali.

Del resto questo si sta già verificando. Alcuni giorni fa il portavoce capo della Commissione europea ha parlato solo in francese durante una conferenza stampa e lo stesso ci si attende dal presidente della Commissione europea, il furente Jean-Claude Juncker, nei prossimi appuntamenti.


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