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Brexit, la Ue a 27 approva le linee guida per il negoziato. Juncker: “Londra si fa delle illusioni”

Brexit, la Ue a 27 approva le linee guida per il negoziato. Juncker: "Londra si fa delle illusioni"

Brexit, la Ue a 27 approva le linee guida per il negoziato. Juncker: “Londra si fa delle illusioni” (Foto Ansa)

BRUXELLES – Via libera al vertice dei 27 Paesi membri dell’Unione europea alle linee guide per la Brexit. “Un mandato politico dei 27 forte ed equo è pronto per le discussioni sulla Brexit”, sottolinea il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. E il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, gela Londra dando ragione ad Angela Merkel: “Anch’io penso che qualcuno in Gran Bretagna si faccia delle illusioni, e deve essere detto chiaramente che questo è tempo sprecato”. Un concetto ribadito anche dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble: “La Gran Bretagna non può avere, dopo la sua uscita, dei vantaggi che altri Paesi non hanno. Nulla è gratis, i britannici devono saperlo”, ha detto Schaeuble ai giornali del gruppo Funke. Il ministro tedesco ha poi invitato Londra a rispettare i suoi obblighi finanziari. Schaeuble si è inoltre schierato contro un aumento dei trasferimenti della Germania alla Ue dopo l’addio di Londra: “i fondi nel bilancio della Ue devono bastare, bisogna investirli in modo più efficiente rispetto ad oggi”, ha aggiunto, spiegando che ci sono “ancora molti margini di miglioramento”.

Per il premier italiano, Paolo Gentiloni, “la sfida non è solo quella di gestire bene il negoziato con il Regno Unito, ma quella di rilanciare l’unità nei prossimi mesi. Questo non dipende solo dalla nostra unità, ma anche dalla capacità della Unione europea di cambiare su alcuni dossier fondamentali per l’Unione. Primo fra tutti quello di una politica economica che accompagni e non deprima la crescita. Ora abbiamo finalmente crescita in tutti i 27 paesi europei, dobbiamo accompagnarlo. Secondo, quello di avere una politica migratoria comune”.

“Oggi bisogna ragionevolmente, con spirito non di vendetta, organizzare una separazione” dalla Gran Bretagna, “che avrà una complicazione tecnica-economica straordinaria – dice ancora il presidente del consiglio -. In questa complicazione noi difendiamo gli interessi italiani – non ci sono grandi pericoli per l’Italia – difendiamo gli interessi dei nostri cittadini nel Regno Unito, e difendiamo l’unità dell’Unione”.

Poco prima era stato lo stesso Tusk a sottolineare il bisogno di unità dei 27: “Dobbiamo restare uniti come Ue a 27, solo così saremo in grado di concludere i negoziati, e la nostra unità è anche nell’interesse della Gran Bretagna”. Tusk si è detto “fiducioso che non cambierà” il “sostegno” attuale che al momento c’è a questo approccio da parte dei 27 e delle altre istituzioni Ue. Ha quindi ribadito che l’approccio è quello di chiudere prima con il passato per poi definire il futuro: “Non c’è dubbio che tutti vogliamo una futura relazione stretta e forte con la Gran Bretagna, ma prima dobbiamo sistemare il nostro passato, questo è l’unico modo per procedere”. Il presidente del Consiglio europeo ha ricordato anche che “la prima priorità per l’Ue e la Gran Bretagna” è garantire i diritti ai cittadini “da entrambe le parti”.

 

 

 

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