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Burkini “contro valori Francia”: Valls infiamma…la destra

PARIGI – Il governo francese contro il burkini: il primo ministro Manuel Valls lo definisce “incompatibile con i valori della Francia“. Ecco la presa di posizione dell’esecutivo su uno degli argomenti più caldi dell’estate, ovvero le ordinanze di vari sindaci che hanno vietato l’uso di burkini in spiaggia per timore di attentati. Una presa di posizione significativa, visto che riceve il plauso della destra francese e le critiche del centrosinistra (cioè lo schieramento che il governo rappresenta).

Il burkini è “incompatibile con i valori della Francia”, non è un costume da bagno ma “l’espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna”. E’ la presa di posizione, la prima, del premier francese Manuel Valls che esprime così sostegno per il bando emesso da alcuni comuni francesi per il burkini in spiaggia. Ieri il primo esponente del governo francese ad esprimersi in materia era stato il ministro dei Diritti delle donne Laurence Rossignol, dicendosi d’accordo con la necessità di “combattere il burkini”.

Tuttavia, in una intervista al quotidiano La Provence, Valls ha detto di non essere favorevole a una legge nazionale contro il burkini. Finora tre città francesi hanno messo al bando il burkini per motivi di sicurezza dopo gli attacchi terroristici nel Paese. Secondo Valls, il costume da bagno islamico costituisce una “provocazione” ed una “visione arcaica” secondo cui le donne sono “indecorose, impure e che quindi dovrebbero essere completamente coperte”. Il premier ha inoltre avvertito che l’estrema destra sta traendo vantaggio dalle tensioni create dal burkini.

Il centrodestra francese approva la presa di posizione del Premier socialista Manuel Valls contro il burkini, mentre alcuni esponenti dell’ala sinistra del suo partito la criticano apertamente. “L’argomento dell’ordine pubblico è un buon argomento” per imporre il divieto al costume integrale, ha affermato alla radio Rtl il deputato di centrodestra Henri Guaino, ex stretto consigliere di Nicolas Sarkozy, secondo cui “nella situazione attuale è il momento di mettere fine a certi comportamenti”. Si “rallegra” delle parole di Valls anche Thierry Solère, parlamentare dei Republicains eletto nella banlieue di Parigi, che argomenta: “In Arabia Saudita, una donna non fa il bagno in topless o in tanga. In Francia, non si fa il bagno in burqa”.

Parla invece di dichiarazioni “assolutamente incredibili” l’ex ministro socialista Benoit Hamon, esponente tra i più a sinistra del partito e candidato alle primarie per le presidenziali 2017. “E’ il simbolo di questo fallimento della classe politica francese”, ha commentato su France Inter, aggiungendo ironico: “Che cosa impedirà che domani le djellaba e le barbe siano vietate?”.