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Catalogna vuole proclamare la indipendenza lunedì. Madrid: “Reagiremo”

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Catalogna vuole proclamare la indipendenza lunedì. Madrid: “Reagiremo” (Foto Ansa)

MADRID – Barcellona vuole proclamare l’indipendenza e la Repubblica forse già lunedì, e Madrid risponde “Reagiremo”. Chi sperava che re Felipe VI potesse giocare il ruolo di pacificatore dopo il referendum in Catalogna di domenica primo ottobre si sbagliava.

Il sovrano è rimasto in silenzio in un primo momento, poi, con il discorso andato in onda in tv martedì 3 ottobre, ha chiarito di essere dalla parte del premier Mariano Rajoy e ha accusato il governo catalano di Carles Puigdemont di “slealtà inaccettabile” e di “condotta irresponsabile”.  Nessun accenno alle violenze della polizia spagnola sui votanti.

Il discorso di Felipe ovviamente non è piaciuto ai catalani, già fortemente repubblicani. E fa apparire ancora più difficile una mediazione tra le parti. Puigdemont, presidente della Generalitat de Catalunya (il governo catalano), pensa di proclamare lunedì 8 ottobre l’indipendenza.

E il governo spagnolo sta valutando diverse opzioni per una risposta legale proporzionata ad una simile eventualità, considerata illegale oltre ogni proporzione. Le misure evocate potrebbero arrivare all’attivazione dell‘articolo 155 della Costituzione spagnola, con la sospensione dell’autonomia catalana e l’esautorazione di Puigdemont. Ma dopo che cosa succederebbe?

L’Unione europea resta a guardare. La linea generale è che si tratta di una questione interna alla Spagna. Qualcuno sostiene che un ruolo potrebbe essere giocato dalla Chiesa cattolica, con una mediazione di personalità come l’Abate di Monteserrat Josep Maria Soler e il cardinale arcivescovo di Barcellona Juan José Omella. Si spera ormai solo in un miracolo?

 

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