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Di Maio: “Due euro, uno per il Nord, uno per il Sud Europa”

ROMA – Di Maio: “Due euro, uno per il Nord, uno per il Sud Europa”. Sollecitato sulla politica che i 5 Stelle adotterebbero sull’euro, Luigi Di Maio ha ribadito un ormai vecchio cavallo di battaglia: “Proporrei due euro, due monete diverse: una per i Paesi del Nord e l’altra per il Sud dell’Europa”, ha risposto. Dichiarazione impegnativa, nel senso che è stata pronunciata di fronte a una platea di 28 diplomatici dei Paesi Ue nell’incontro organizzato nella residenza dell’ambasciatore olandese a Roma Josephus Camille Stephan Wijnands.

Il “battesimo del fuoco nei riti della diplomazia internazionale”, suggerisce Emanuel Buzzi sul Corriere della Sera che riferisce di un certo imbarazzo e qualche perplessità tra le feluche alle parole di Di Maio sull’euro, ma anche di una impressione generale positiva del giovane dirigente M5S, dai più indicato come il politico del Movimento che ha acquisito più credibilità e autorevolezza e che nell’incontro ha toccato diversi argomenti, dal rapporto con la Russia al terrorismo internazionale.

Raggi intervistata dal Guardian a Londra. Battesimo internazionale anche per il candidato sindaco 5 Stelle a Roma. Un’eventuale vittoria di Virginia Raggi alle elezioni per il sindaco di Roma “sarebbe una sconfitta umiliante per il partito democratico del premier Matteo Renzi”. Lo scrive il quotidiano britannico Guardian in un’intervista alla candidata M5S per il Campidoglio, in cui si legge tra l’altro che “l’ascesa di figure politiche raffinate come Raggi segna in Italia un importante punto di svolta per il partito ed è un segno che questo potrebbe andare oltre Grillo”.

Il quotidiano progressista conferma sostanzialmente il giudizio del settimanale britannico Economist su Raggi, considerata il volto nuovo del Movimento 5 Stelle e una seria pretendente alla vittoria nel voto amministrativo. Tra gli obiettivi da raggiungere nel caso diventasse sindaco Raggi ha citato al Guardian il recupero di 250-400 milioni di euro l’anno di tasse che il Vaticano non pagherebbe al Comune di Roma per le sue proprietà immobiliari.

“Penso che su questo punto potremmo avere un confronto chiaro”, ha detto Raggi, sottolineando che lo stesso papa Francesco aveva sollevato l’argomento in passato. Le tre priorità restano quelle indicate dagli attivisti M5S con un referendum online: mobilità, trasparenza e raccolta dei rifiuti. Nell’intervista al Guardian la candidata M5S ha detto di considerare il pontefice “probabilmente un ‘grillino’, un sostenitore delle posizioni M5S su ambientalismo e lotta alla corruzione”