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“Donne meno intelligenti”, disse eurodeputato polacco. Un mese senza stipendio

"Donne meno intelligenti", disse eurodeputato polacco. Un mese senza stipendio

“Donne meno intelligenti”, disse eurodeputato polacco. Un mese senza stipendio

STRASBURGO – Voleva ridurre lo stipendio alle donne, con la motivazione che “sono meno intelligenti”. Invece sarà il suo, di stipendio, a dimagrire, e di quasi 10 mila euro. Costano care all‘eurodeputato polacco Janusz Korwin-Mikke le sue dichiarazioni non certo all’insegna del politically correct sull’universo femminile.

Durante un intervento in aula, il primo marzo, aveva definito giusto che le donne prendessero stipendi inferiori perché “più deboli, più piccole e meno intelligenti”. Ora dovrà restare trenta giorni senza diaria, pari a 306 euro al giorno, sospeso per dieci giorni dai lavori parlamentari e un anno senza poter rappresentare il Parlamento europeo.

All’articolo 11, il regolamento dell’Eurocamera recita che “il comportamento dei deputati è improntato al rispetto reciproco e poggia sui valori definiti nella Carta dei diritti fondamentali”. “Offendendo tutte le donne, spiega il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, l’eurodeputato esprime disprezzo per i nostri valori fondamentali”.

Per questo a Korwin-Mikke è stata inflitta una sanzione che dallo staff del parlamento definiscono senza precedenti. Il massimo possibile.

L’annuncio in aula di Tajani è stato accolto con un applauso. Presente in aula anche l’eurodeputato polacco, che si è unito ironicamente al battimani.

Peraltro il politico polacco è abituato a essere al centro della bufera per le sue esternazioni ed è già stato sanzionato due volte in passato per atteggiamenti razzisti. Inserito nel gruppo dei non iscritti, Mikke si è fatto la fama di personaggio con le sue dichiarazioni imbarazzanti.

Molti dei suoi interventi sono visibili anche su YouTube. Ha definito ad esempio gli immigrati “spazzatura umana che non ha voglia di lavorare”, ha sostenuto che Hitler non fosse a conoscenza dell’Olocausto, ha inneggiato alla pena di morte in diverse occasioni.

Nel caso in questione stavolta, ha attaccato una collega spagnola spiegandole che “tra primi cento giocatori di scacchi non c’è nemmeno una donna”. La prova, a suo parere, di un’intelligenza inferiore, che giustificherebbe anche stipendi inferiori.

“La libertà di espressione ha i suoi limiti, esulta ora il bersaglio della sua invettiva, l’eurodeputata socialista Iratxe Garcia Perez, e il limite è il rispetto dei diritti umani. Nessun parlamentare può restare impunito se li supera”.

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