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Elezioni Germania, Martin Schulz riporta a sinistra i temi abbandonati alla destra

Elezioni Germania, Martin Schulz riporta a sinistra i temi abbandonati alla destra

Elezioni Germania, Martin Schulz riporta a sinistra i temi abbandonati alla destra

BERLINO – Per battere Angela Merkel (centrodestra) alle elezioni in Germania di settembre Martin Schulz (centrosinistra) punta su questioni care alla destra e rispolvera il concetto di Heimat, la patria nel senso di “casa mia”, il luogo in cui ci si sente a proprio agio. L’obiettivo è non lasciare il tema della sicurezza ai populisti di Alternative fur Duetschland. 

Del resto anche il leader dell’Spd ha capito che certi argomenti non sono e non possono essere appannaggio esclusivo di una parte politica. Lo ha capito da tempo Sahra Wagenknecht, una delle leader della Linke, e moglie di Oskar Lafontaine, che ha “osato sostenere che un profugo può perdere i suoi diritti all’accoglienza a causa del suo comportamento, e deve rispettare il paese che lo accoglie, ed è stata aspramente criticata da molti del suo partito”, ricorda Roberto Giardina su Italia Oggi, in un articolo dal titolo Schulz tiene il piede in due staffe.

Scrive Giardina:

Per battere Frau Angela, Martin Schulz va a sinistra, ma anche a destra. In apparenza, almeno. Non si tratta di una strategia alla Veltroni. A caccia di voti, si riscopre l’Heimat. (…) Schulz vuole conquistare voti puntando sui dimenticati nella società del benessere, disoccupati, pensionati al minimo. Ma, come ha constatato dopo il voto di domenica scorsa nella Saar, si è cacciato in un vicolo cieco. O riesce a formare un’alleanza a tre con l’estrema sinistra della Linke e i Verdi, come nel Senato di Berlino, oppure conduce la sua Spd a superare la Cdu/Csu della Cancelliera, per una riedizione della Große Koalition ma a guida socialdemocratica. Portare i post comunisti in un governo federale però è ancora un tabù. Inoltre la Linke resiste e gli cede pochi voti, mentre i Verdi perdono parecchi punti. E andando a sinistra, Schulz spaventa i moderati del centro.

(…) Il problema è che Schulz non può tenere il piede in due staffe e decidere dopo il verdetto del 24 settembre. Se tace, gli elettori sospetteranno che preferisca un’alleanza con la Linke, e gli voteranno contro. Dunque, è costretto a puntare su un altro tema: l’Heimat. Sentirsi sicuri a casa propria, la difesa degli elementi che formano la piccola patria tedesca sono un patrimonio da difendere, e quelli che si sentono più minacciati, o a disagio, sono sempre i meno fortunati, che vivono in quartieri più esposti. Schulz, ricorda Jakob Augstein nella sua rubrica sullo Spiegel, è deciso a non lasciare il tema sicurezza ai populisti dell’AfD. Svolta a destra? No, perché sono, o sarebbero, valori da difendere anche per chi sta a sinistra. È un suicidio politico accusare di razzismo tutti coloro che non condividono la politica dell’accoglienza senza controllo. Non a caso Schulz è stato preceduto da Sahra Wagenknecht, una delle leader della Linke, e moglie di Oskar Lafontaine. Una saggista intelligente e controcorrente. Ha osato sostenere che un profugo può perdere i suoi diritti all’accoglienza a causa del suo comportamento, e deve rispettare il paese che lo accoglie, ed è stata aspramente criticata da molti del suo partito. Ma è rimasta ferma sulla sua posizione: l’immigrazione indiscriminata ha creato molti problemi, e chi ne soffre di più sono quanti «lavorano duramente».

I razzisti votano per l’AfD, ma non tutti sono razzisti. (…) Schulz va a sinistra e anche a destra, o meglio riporta verso sinistra temi abbandonati alla destra.

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