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Germania: Merkel sconfitta dall’ultradestra nel voto regionale

BERLINO – Boom dell’ultradestra alle elezioni regionali del Meclemburgo, in Germania.

Nelle elezioni regionali che si sono svolte in quello che è il collegio elettorale della Cancellera, il partito Cdu di Angela Merkel, col 19,0% dei voti, è stato superato dai populisti di destra anti-migranti dell’Alternativa per la Germania (Afd) che hanno ottenuto il 20,8%. A vincere è stato il partito socialdemocratico col 30,6% dei voti.

La Cdu ha dunque perso 4,0 punti rispetto alle precedenti elezioni del 2011, quando già aveva avuto il peggior risultato di sempre in Meclemburgo, e la Spd 5,0. L’Alternativa per la Germania (Afd) si presentava per la prima volta alle elezioni per il parlamento regionale.

La leader di Afd Frauke Petry commenta così il risultato: ”La Merkel è stata catastrofica sui migranti. Per lei è un tonfo non solo a Berlino ma anche nel suo collegio elettorale del Meclemburgo”.

Petry è l’anti-Merkel che spaventa l’Europa: vuole spedire i migranti economici su qualche isola sperduta come fanno in Australia e ritiene che le guardie di frontiera debbano sparare sui clandestini pur di non farli passare.

Capelli corti, lineamenti graziosi, 41 anni, è ai vertici di Alternativa per la Germania dal 2013 ma è dal luglio dell’anno scorso che si è imposta alla guida del partito anti-euro e anti-immigrati tedesco vincendo una lotta di potere con il cofondatore e leader della prima ora Bernd Lucke, che se ne è andato lamentando un’Afd diventata troppo xenofoba.

Petry viene ascritta all’ala nazional-conservatrice del partito Alternative für Deutschland che resta attraversato da forti tensioni dinanzi alle quali però l’elettorato appare tutt’altro che disaffezionato: quest’anno, in tre elezioni regionali, l’Afd di Petry è andata sempre sopra il 10% con una clamorosa punta del 24,3% in Sassonia-Anhalt nel marzo scorso. A livello nazionale un sondaggio Emnid pubblicato nelle ultime ore attribuisce al partito populista un 12% che la rende terza forza politica del paese.

Nata a Dresda, nell’allora Ddr, Petry ha studiato chimica ma questa è l’unica analogia con Angela Merkel, dato che la questione migratoria le contrappone. Mentre la cancelliera un anno fa aprì le frontiere per risolvere la crisi dei migranti bloccati in Ungheria e ha saputo intravedere nei flussi di giovani migranti ancora “chance” e benefici per l’invecchiata società tedesca, Petry ha auspicato che i profughi cui viene negato il diritto di asilo vengano portati su due non meglio precisate “isole fuori dall’Europa protette dall’Onu” sulla falsariga di quanto fa l’Australia in Micronesia.

Per fermare i clandestini, a suo dire, la polizia di frontiera dovrebbe usare le armi quale “ultima ratio”. E fra le sue dichiarazioni che hanno avuto più risalto negli ultimi mesi c’è la comprensione espressa per quei tedeschi che vogliono armarsi per autodifesa: in modo indiretto per sottolineare che la politica in favore dei migranti porta criminalità e terrorismo. Non a caso oggi ha definito “catastrofica” la politica della Merkel sull’immigrazione.

Separata da un pastore evangelico con cui ha avuto quattro figli e ora legata ad un dirigente regionale del partito, Petry suona l’organo per diletto e ama dirigere cori. Ha un passato di imprenditrice con una piccola azienda del settore chimico, che però è fallita. Oltre a conclamate posizioni anti-Ue che sono state il cavallo di battaglia della precedente fase politica della Afd, su famiglia e aborto ha opinioni che due sociologi hanno definito “anti-femministe”. Sotto la sua direzione vi è stato un tale spostamento a destra che, secondo l’autorevole quotidiano Faz, i servizi segreti interni a luglio stavano valutando se porre sotto osservazione il partito che apertamente dà il “benvenuto” a chiunque lo voti, anche provenendo da una formazione neonazista come la Npd.

Gli altri partiti sono stati bocciati, ha aggiunto Petry, perché “per troppo tempo non hanno ascoltato gli elettori”. La leader del partito nazional-populista ha concluso affermando che il suo partito farà “un buon lavoro di opposizione” e non “un’opposizione di tipo fondamentalista”.