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Elezioni Russia, vince partito di Putin. Crolla affluenza

MOSCA – Il partito del presidente Vladimir Putin, Russia Unita, ha vinto le elezioni parlamentari russe. Con il 90% delle schede scrutinate si aggiudica il 54,21% delle
preferenze. Il Partito Comunista è secondo con il 13,54%, i
Liberal-democratici terzi con il 13,28% e Russia Giusta quarta con il 6,19%. I partiti di opposizione extraparlamentare come Parnas e Yabloko non hanno superato la soglia di sbarramento del 5% né quella del 3% che dà accesso al finanziamento pubblico. L’affluenza è crollata al
47,84%, soprattutto nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, ben lontana dal 60,2% del 2011.

Putin, parlando nella sede del partito, ha definito la performance di Russia Unita “un buon risultato” nonostante l’affluenza “non molto alta ma comunque positiva”. “Noi sappiamo che la vita della gente non è facile – ha detto – e che ci sono molti problemi da risolvere, ma le persone hanno votato per Russia Unita e desiderano stabilità: davanti a noi abbiamo molte sfide”.

BROGLI – Se nel 2011 le violazioni sistematiche hanno suscitato sdegno nei russi spingendoli a scendere in piazza per protestare, questa volta il Cremlino ha dato mandato a Viacheslav Volodin, legato presidenziale con la delega agli Affari Interni, di organizzare elezioni ‘pulite’. A capo della Commissione Elettorale è stata promossa Ella Pamfilova, ex garante per i diritti umani rispettata anche dalle opposizioni. E durante la giornata sono state registrate diverse irregolarità, sia a Mosca che nelle regioni. In rete sono finiti video che immortalavano gli operatori dei seggi ‘rimpinzare’ le urne di schede – il più eclatante a Rostov-sul-Don, trasmesso anche dall’emittente di Stato Rossiya 24.

Le denuncie di brogli sono venute sia dai partiti di opposizione (Yabloko, Parnas ma anche i Comunisti) sia da Ong come Golos, impegnate da anni a combattere le violazioni nei seggi. I social network, naturalmente, hanno documentato ogni tipo di strategia persuasiva ‘creativa’, come biglietti del cinema gratis a Yalta e tre litri di birra (a voto) a Novosibirsk. C’è chi si è preso anche la briga di sottolineare come a Mosca il comune offrisse navette gratis ai pensionati per andare a votare. Cose del resto non del tutto estranee nemmeno alla democraticissima Europa, Italia compresa.

Pamfilova, che alla vigilia del voto ha promesso le dimissioni in caso di “fiasco”, ha concluso che le elezioni sono da considerarsi “legittime” sebbene non “immacolate” e attende il rapporto dell’Osce. Ma ha già messo le mani avanti: a contare è più il “giudizio degli elettori” che quello degli oltre 800 osservatori sparpagliati ai quattro angoli del Paese e se ci saranno delle “lezioni da trarre” ben venga.


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