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Europa: atlante dei pregiudizi e stereotipi reciproci (FOTO)

Europa, L'Atlante dei pregiudizi di Yanko Tsestkov (Rizzoli): che cosa pensano gli altri dell'Italia e gli italiani dei vicini. Guida grafica agli stereotipi più comuni

ROMA – Una cartina geografica che sostituisce i gloriosi toponimi nazionali e riproduce invece gli stereotipi con i quali noi tutti, cittadini del mondo, abbassiamo al livello dei nostri più vieti pregiudizi lo sguardo verso i paesi di un’entità chiamata Europa: Italia pizza e musei per i tedeschi, Balcani terra di ladri per gli italiani, Europa continentale terra di tirchi drogati di lavori per i greci e Impero federato del Male per gli inglesi…

Un attraversamento infografico dei luoghi comuni concettuali è L’Atlante dei Pregiudizi approntato da Yanko Tsestkov, bulgaro cosmpolita e attento: una guida al contrario (la pubblica Rizzoli) per incentivare un consumo più responsabile di idiosincrasie e giudizi irrazionali su quelli che in fondo sarebbero i nostri vicini di casa.

Europa dal cannocchiale italiano. Se la Spagna è l’estensione territoriale di un dialetto italiano, il sud una Etiopia interna, il Portogallo una specie di Brasile ristretto, la Francia diventa l’impero di Carla Bruni. A est, all’ombra di una Russia che altro non è che un’immensa Gazprom, la Polonia è stato pontificio, la Turchia una distesa di danzatrici del ventre.

Dal cannocchiale inglese. Con la Brexit incombente, gli inglesi infarciscono i loro sentimenti anti-europei attraverso una stringente logica bottegaia (commerciale): nell’Impero del male Europa si distinguono le nazioni per collocazione negli scaffali del supermarket (birra, orologi, zuppa, “niente maiale qui” per la Turchia), per caratteristiche fisiche gli italiani “uomini abbronzati dai capelli grigi”. Non sfuggono gli insulti agli irlandesi (“rascals”), i complimenti interessati ai russi (“big spenders”).

Dal cannocchiale tedesco. A ovest del Regno Eiffel, la terra degli alberghi cheap, quella Spagna che affaccia davanti alle Baleari tedesche. Se i tedeschi vedono la Germania come una grande cassa di risparmio, la Romania terra di Vampiri, la Turchia di forza lavoro e la Russia riserva di gas, alla Grecia riservano la stessa preoccupazione vacanziera sulla Spagna: el economici, una fissazione.

Dal cannocchiale greco. Italiani ladri tout court a nord, plagiari nel resto del paese. Sui vicini Balcani e le plaghe che risalgono il nord solo insulti: vandali, ritardati, pipistrelli, unni, egoisti. Imperialisti i tedeschi, perversi gli svedesi, iperborei i norvegesi.

Dal cannocchiale svizzero. Si vedono non come il centro del mondo ma come il mondo in sé. Al Terzo mondo a sud, l’Italia, si contrappone il Far West selvaggio della Francia, i somari in Austria. L’Asia che preme a est è una confusa macchia dove trova posto perfino la Cina, accanto a una Russia di cui il cannocchiale trattiene due immagini contrastanti: le uova di Faberger e Chernobil.

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