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Francia, nuove leggi anti-terrorismo: si potranno chiudere moschee senza passare dal giudice

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Francia, nuove leggi anti-terrorismo: si potranno chiudere moschee senza passare dal giudice

PARIGI – Il parlamento francese, ha adottato una serie di leggi anti-terrorismo che rafforzeranno la sorveglianza della polizia e, al tempo stesso, agevoleranno la chiusura di tutte le moschee sospettate di predicare odio e violenza. Prima del voto, il ministro dell’Interno, Gerard Collomb, ha descritto la Francia come “un Paese ancora in stato di guerra”, poiché le autorità lottano quotidianamente per tenere testa alle continue minacce di jihadisti stranieri e autoctoni.

Dal 2015, più di 240 persone sono state uccise in Francia, vittime di terroristi che hanno giurato fedeltà, o si sono ispirati, allo Stato islamico. L’ultimo attacco è avvenuto domenica 1 ottobre: il sospetto Ahmed Hanachi, presumibilmente di religione islamica, ha gridato “Allahu akbar” prima di accoltellare a morte alla gola e all’addome due ragazze, che si trovavano fuori la stazione ferroviaria principale di Marsiglia. L’assassino di Laura e Marianne, cugine di 17 e 20 anni, è stato ucciso dalla polizia dopo aver tentato di scagliarsi su uno degli agenti.

Le nuove leggi anti terrorismo, volute da Emmanuel Macron daranno maggiori poteri, in vari settori, al governo e ai prefetti, ridimensionando così il ruolo dei giudici. Tra le riforme, vi è la chiusura temporanea di moschee per un periodo massimo di sei mesi, il controllo delle comunicazioni (cellulari e computer) nonché la residenza di un individuo a rischio.

Inoltre, qualora le autorità stabiliscano che una persona sia una minaccia per la sicurezza nazionale, il giudice potrà decidere se sia il caso o meno di far indossare il braccialetto elettronico. Il ministro dell’Interno avrà maggiori poteri, che consentiranno, anche senza l’approvazione di un giudice, di creare delle “zone di sicurezza” in caso di minaccia terroristica, che potranno essere perquisite o vietate al transito di veicoli e pedoni.

La normativa è stata decretata affinché la Francia possa uscire dallo stato di emergenza dichiarato dall’ex presidente, Francois Hollande, a seguito degli attacchi avvenuti lo scorso novembre in cui persero la vita 130 persone.

Macron, definito “debole” dai rivali per la sicurezza durante la sua campagna elettorale, a giugno ha stabilito una task force per implementare gli sforzi atti a prevenire episodi di terrorismo; inoltre, ha migliorato il coordinamento tra le varie agenzie di intelligence della Francia, scrive il Daily Mail.
Le nuovi leggi hanno incontrato poca resistenza tra i francesi, sebbene gli attivisti per i diritti umani abbiano commentato le riforme come “limitanti i diritti civili”.

“La Francia è diventata così dipendente dallo stato di emergenza che ora immette molte di queste misure nelle legge ordinarie”, ha dichiarato Human Rights Watch in un comunicato, aggiungendo che i membri del parlamento francese hanno scelto la politica della paura invece di proteggere le libertà civili. Inoltre, ha sollecitato i giudici a monitorare con attenzione l’utilizzo delle nuove regole da parte del governo.

Tuttavia, alcuni oppositori conservatori di Macron hanno commentato le decisioni negativamente, dicendo che non andranno lontano. “Dobbiamo riarmare lo Stato” ha detto il legislatore di destra Eric Ciotti in un’intervista, invitando le autorità ad utilizzare i nuovi poteri per espellere tutti gli stranieri che minacciano la sicurezza del Paese.

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