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Frontex (Ue) gestirà i rimpatri, la Libia fermerà gli scafisti

ROMA – Frontex (Ue) gestirà i rimpatri, la Libia fermerà gli scafisti. Sarà Frontex a gestire i rimpatri nei paesi di origine dei migranti provenienti dalla Libia cui verrà negato l’asilo; sarà il governo di Tripoli, aiutato dalla Ue che fornirà soldi e know-how, a controllare le coste libiche.  Il vertice di Ventotene Merkel-Hollande-Renzi e la firma a Roma del memorandum con i libici rappresentano un deciso passo avanti nella crisi dei migranti e per l’interruzione del traffico di esseri umani: fiducia c’è sulla ritrovata unità d’intenti europea, scetticismo invece per la debolezza del premier libico Serraj, appena sfiduciato da Tobruk.

La cifra stanziata, secondo il documento Junker, è di otto miliardi di euro di finanziamenti in quattro anni, partendo già nell’immediato con 500 milioni. Ma il nodo riguarda le difficoltà di stringere intese con paesi terzi che, se la proposta dovesse essere accolta da tutti e 28 i membri, prevederanno anche i rimpatri.

Le trattative, si sa già, non saranno semplici, soprattutto a causa dell’instabilità politica di molti stati africani. A eseguire i rimpatri, in base al colloquio avvenuto lunedì a Ventotene tra Matteo Renzi, Angela Merkel e Francois Hollande, dovrebbe essere Frontex, l’agenzia Ue che sarebbe comunque modificata nelle dimensioni e soprattutto nelle disponibilità economiche. (Valentina Errante, Il Messaggero)

Il memorandum con la Libia firmato a Roma. “Si tratta di una vera pietra miliare nella formazione delle nuove forze di sicurezza libiche”. Così, intervistato dal Sole 24 Ore, l’ammiraglio Enrico Credendino, comandante della missione europea anti-scafisti ‘Sophia’, commenta la firma con le autorità di Tripoli del ‘Memorandum’ per l’addestramento della Marina e della Guardia costiera libiche.

“In giugno il nuovo premier del governo di unità nazionale libico Serraj ha chiesto all’Unione europea, e in particolare all’Alto rappresentante Mogherini, che Eunavfor addestri la nuova Guardia Costiera libica”, spiega. “Saremo quindi noi i primi con il nostro dispositivo che è composto da cinque unità i primi ad addestrare le forze libiche per quelle attività che sempre di più dovranno essere svolte direttamente da loro ed ossia controllo dei flussi migratori e contrasti agli scafisti e ai trafficanti”.

“Diverso è il discorso delle richieste di Serraj all’Italia per l’addestramento della nuova Guardia presidenziale che seguirà invece canali bilaterali”. “Il programma vede coinvolti organismi come Eubam Libia (Eu border assistance mission in Lybia), Frontex e Nazioni Unite e si articolerà in tre pacchetti”, precisa Credendino.

“A fine settembre cominceremo ad accogliere il personale libico in nave San Giorgio per un primo livello di istruzione. Poi a dicembre si prevedono viaggi formativi in centri di addestramento di Paesi membri come Grecia, Malta ed Italia. Poi dall’anno prossimo ci saranno i corsi a bordo delle loro unità”.