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Gb, Theresa May perde maggioranza ma va avanti: “Farò governo con unionisti Dup”

Gb, Theresa May perde maggioranza ma va avanti: "Farò governo con unionisti Dup"

Gb, Theresa May perde maggioranza ma va avanti: “Farò governo con unionisti Dup”

LONDRA – Il risultato delle elezioni nel Regno Unito segna un grave smacco per Theresa May, La che aveva indetto il voto anticipato per rafforzarsi in vista dei negoziati per la Brexit ma ne è uscita indebolita.

In lieve vantaggio con 318 seggi (ne perde 12) rispetto ai Labour (261, 29 seggi in più) e senza una maggioranza che le consenta di governare Theresa May però è determinata ad andare avanti. Si profila un parlamento bloccato, appeso al filo di un’alleanza con gli unionisti del Nord Irlanda. In questo modo la May ottiene una maggioranza di 328 seggi, appena 2 oltre la soglia minima dei 326. Ma lei non molla.

La premier conservatrice ha parlato a Downing Street dopo aver incontrato alle 12.30 (le 13.30 in Italia) a Buckingham Palace la regina Elisabetta che l’ha autorizzata a formare un nuovo esecutivo.
“Formerò un nuovo governo per attuare la Brexit e mantenere il Paese sicuro”, ha detto. “La Gran Bretagna adesso ha bisogno di certezze – ha aggiunto – e i conservatori sono gli unici che possono garantirle”.

San raffaele

Theresa May ha confermato che i conservatori collaboreranno con gli unionisti nordirlandesi del Dup per sostenere il nuovo governo da lei guidato. Secondo il primo ministro, i due partiti sono accomunati da una “forte relazione” che va avanti da anni.”Adesso mettiamoci a lavorare, “Let’s work!”.

Prima però ha ammesso di non aver centrato l’obiettivo. Puntavo “a una maggioranza più ampia e il risultato non è stato ottenuto”. E si è scusata con i Tory, verso “i candidati, i deputati uscenti e i sottosegretari” non rieletti che “non meritavano di perdere il seggio”. May evoca poi un “momento critico per il Paese”, confermando l’impegno a “formare un governo nell’interesse nazionale”: “serve “certezza per i negoziati sulla Brexit che iniziano fra 10 giorni”.

Alleanza confermata anche dai diretti interessati: “Ho parlato con la premier Theresa May. Cominceremo dei colloqui con i Tory per capire come possiamo contribuire a dare stabilità alla nostra nazione”, ha confermato Arlene Foster, leader del Dup, senza entrare nel dettaglio su quali condizioni gli unionisti metteranno sul tavolo per sostenere il governo dei conservatori.

“Sono tempi difficili”, ha detto in una breve dichiarazione alla stampa a Belfast, “il nostro Regno Unito e il nostro stile di vita sono minacciati dai terroristi. I negoziati sull’uscita dall’Ue stanno per cominciare e adesso ci troviamo di fronte all’incertezza anche a Westminister”.

May è pronta a nominare i ministri già in giornata. Si ipotizzano conferme a raffica nei posti chiave del prossimo governo: resteranno al loro posto il ministro per la Brexit, l’euroscettico David Davis, e quello della Difesa, Michael Fallon. In precedenza, era giunta notizia della conferma pure dei titolari degli Esteri, dell’Interno e del Tesoro (il cancelliere dello Scacchiere).

Per ora May, forte si fa per dire, del sostegno degli unionisti del Dup, non vuole permettere a Bruxelles di rinviare i negoziati sulla Brexit col pretesto che “non c’è un governo in Gran Bretagna”.

James Corbyn dal canto suo, non molla la presa: “Ha perso seggi, ha perso voti, ha perso sostegno e fiducia. Tutto ciò è sufficiente per lasciare il posto a un governo veramente rappresentativo. Si dimetta”. Noi, ha aggiunto, “siamo pronti a servire il nostro paese”. Per Corbyn i negoziati sulla Brexit dovranno proseguire e la decisione di ritardarli non dipende dai britannici. “La nostra posizione è chiara, vogliamo una Brexit che metta l’occupazione al primo posto”.

 

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