Blitz quotidiano
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Germania: vince AfD, destra no-immigrati. Schiaffo a Merkel

BERLINO – Germania: vince AfD, destra no-immigrati. Schiaffo a Merkel. La Germania è sotto shock di fronte al successo della sua destra populista e anti-immigrati, l’Alternative fuer Deutschland (AfD) guidata da Frauke Petry e scippata agli economisti antieuro che l’avevano fondata.

Si votava in tre länd, un test per Angela Merkel con un elettore tedesco su cinque chiamato alle urne. Nelle regioni in cui si è votato, tengono i governi uscenti, ma è un duro colpo per Merkel e Spd: il test si è rivelato uno schiaffo per la politica accogli-migranti della Cancelliera, con Afd che entra in tutti e tre i parlamenti regionali dove si è votato, supera in ben due casi i socialdemocratici e sfonda nell’Est con un 24% in Sassonia-Anhalt. Il sul trionfo è una chiara batosta per Angela Merkel e Sigmar Gabriel, che hanno aperto le porte del Paese ai profughi, accogliendone oltre un milione nel 2015 e rifiutando il reclamato ‘tetto-limite’.

In Baden-Wurtteberg le ultime proiezioni vedono i Verdi vincere con il 31,1%, segue la Cdu con il 26,9%. La destra di Afd ottiene addirittura il 14,7%, superando anche nel ricco Land del sudovest l’SPD al 12,8%. I Liberali hanno l’8,1 e la Sinistra della Linke con il 3% è fuori dal parlamento regionale.

In Renania-Palatinato vince l’Spd con il 36,7%, segue la Cdu con il 32,5%. Afd prende il 12,5%, i Liberali ottengono il 6,1%, i Verdi il 5% e la Linke fuori dal Parlamento con il 2,7%.

In Sassonia-Anhlat, la Cdu ottiene il 29,7%, secondo posto per l’Afd che raggiunge addirittura il 24,2%, la Linke ottiene il 16,8% e l’Spd il 10,9%. I Verdi hanno il 5% e infine i Liberali, con il 4,9%, resterebbero fuori dal Parlamento regionale.

“Una cesura nella politica tedesca, il centro democratico viene sfidato”, è il commento a caldo del vicecacelliere socialdemocratico, nella serata del ‘super-Sunday’ tedesco, in cui si è andati alle urne in Baden-Wuettemberg, Renania-Palatinato e Sassonia-Anhalt. E Bild on line titola: “Il giorno dell’orrore per la cancelliera Merkel”.

“Un giorno amaro – si commenta in casa dei cristiano-democratici – in cui si deve prendere atto di una dichiarazione di guerra, e molto seriamente, da parte di Afd”. “È fatta – ha esultato in uno sfogo liberatorio il vincitore di Alternativa nel Land di Stoccarda, Joerg Meuthen -. Ci hanno fatto passare per degli idioti. Non hanno ascoltato i nostri argomenti. Ci hanno dato degli estremisti di destra, il che non siamo, e non diventeremo. Ci hanno dato dei razzisti e degli xenofobi, cosa che neppure siamo”.

Il socialdemocratico Gabriel è stato salvato dal disastro totale dalla candidata renana: la presidente uscente Malu Dreyer, che si è affermata con netto scarto sull’astro nascente della Cdu, Julia Kloechner, quella che aveva attaccato la linea generosa della sua stessa leader sui richiedenti asilo facendo da sponda alla Csu.

Frauke Petry, non chiamatela ma Marine Le Pen tedesca. La leader dell’Afd, il partito liberista e conservatore che con lei ha virato a destra, oggi si accinge allo scontro frontale con Merkel. Entrerà trionfalmente per la prima volta nei Parlamenti dei tre Land in cui si è votato. Parole d’ordine radicali: “Non facciamoci ricattare dagli occhi dei bambini, la crisi ci può travolgere”.