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Gibilterra come le Falkland: Gran Bretagna pronta a fare tutto per non perderla

Gibilterra come le Falkland: Gran Bretagna pronta a fare tutto per non perderla
Gibilterra come le Falkland: Gran Bretagna pronta a fare tutto per non perderla

Gibilterra come le Falkland: Gran Bretagna pronta a fare tutto per non perderla (foto Ansa)

GIBILTERRA – Gibilterra rischia di diventare come le Falkland: ancora la Gran Bretagna contro un altro Stato, allora l’Argentina, stavolta la Spagna. Fatto sta che il governo di Londra è pronto a fare tutto per non perdere il suo protettorato in territorio iberico (rischio che diventa effettivo con la Brexit). E ora il destino della Rocca infiamma il dibattito politico anche in Gran Bretagna all’indomani della Brexit. L’ex leader dei Tory Lord Howard ha paventato la possibilità che la premier britannica Theresa May possa addirittura pensare a una guerra per difendere il territorio che fa parte del Regno dal lontano 1713 e che la Spagna non ha mai smesso di reclamare.

Lord Howard si è spinto a paragonare la situazione di Gibilterra, che si trova ai confini meridionali della Spagna, a quella che si creò all’inizio degli anni Ottanta, quando l’Argentina invase le isole Falkland e il governo della Thatcher rispose inviando la Royal Navy. “35 anni fa, un’altra donna primo ministro – ha sibilato a Sky News – inviò una task force per difendere la libertà di un altro piccolo gruppo di britannici contro un’altra nazione di lingua spagnola. Sono del tutto certo che il nostro attuale primo ministro mostrerà la stessa risolutezza nel difendere la gente di Gibilterra”. Ma dopo una pioggia di critiche piovute da ogni parte, alla domanda di Channel 4 News se l’ex leader Tory stesse realmente suggerendo la guerra con la Spagna, Lord Howard ha provato a gettare acqua sul fuoco: “Certamente no!”.

Al di là delle armi e delle polemiche comunque, la fermezza del governo di Sua Maestà è chiara: durante una conversazione telefonica con il chief minister della Rocca, Fabian Picardo, Theresa May ha confermato che Londra resta “graniticamente impegnata” nella difesa del territorio d’oltremare, rassicurandolo sul suo coinvolgimento nei negoziati sul divorzio tra Londra e Bruxelles. Siamo “assolutamente concentrati a lavorare con Gibilterra per il miglior esito possibile della Brexit e continueremo a coinvolgere il governo locale nel processo”, ha detto un portavoce di Downing Street riferendo le parole di May. Da Madrid però non mollano. In un’intervista a El Pais, il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis ha fatto sapere che il suo governo pretende dall’Ue una posizione netta: “Quando il Regno Unito lascerà l’Ue, per quanto riguarda Gibilterra l’Unione è obbligata a stare dalla parte della Spagna, che è membro dell’Ue”, ha detto, insistendo sulla necessità che Madrid abbia una sorta di diritto di veto su ogni accordo futuro.

Ma la questione Gibilterra ha inevitabili ripercussioni anche a livello di Unione Europea, come scrive Marco Bresolin su La Stampa:

Il punto 22 (sui 26 totali) dice infatti che «quando il Regno Unito lascerà l’Unione, nessun accordo tra Ue e Uk si potrà applicare al territorio di Gibilterra senza un’intesa tra la Spagna e Londra». Tradotto vuol dire che Madrid avrà una sorta di veto. Senza il suo assenso, Gibilterra rischia di rimanere isolata, priva di qualsiasi legame con il resto dell’Ue (come invece potrebbero avere i britannici). Per il governo spagnolo è una grande vittoria, mentre il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, promette che il suo governo è pronto a opporre una «resistenza implacabile per difendere Gibilterra.

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