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Immigrazione, Ungheria costruisce barriera hi-tech al confine con la Serbia

Immigrazione, Ungheria costruisce barriera hi-tech al confine con la Serbia

BUDAPEST – L’Ungheria del premier di estrema destra Viktor Orban ha iniziato a costruire una seconda barriera hi-tech contro i migranti in arrivo dalla Serbia attraverso la cosiddetta rotta balcanica. La nuova barriera sarà dotata di  telecamere per la visione notturna e sensori di calore e movimento che fanno scattare gli allarmi. Lo ha annunciato lo stesso Orban, ammiratore del presidente americano Donald Trump e del suo muro al confine con il Messico.

La barriera, che sarà alta tre metri, servirà a rafforzare quella già esistente eretta in fretta e furia durante la crisi dei migranti dell’estate del 2015 lungo i 175 chilometri di frontiera con la Serbia, quando 400mila persone riuscirono ad attraversare il confine.

Secondo quanto riferisce la stampa magiare i lavori sono svolti da detenuti che già lo scorso novembre avevano realizzato una sezione di prova lunga 10,3 chilometri. Secondo i piani del governo Orban, la nuova barriera sarà completata entro due mesi, prima dell’inizio dell’estate, il periodo più prolifico di tentativi di ingresso nel Paese.

Nei giorni scorsi l‘Ungheria ha concluso la costruzione di una prima installazione militare lungo la frontiera con la Serbia, con il compito di potenziare e migliorare l’opera di sorveglianza e contenimento di quella che il capo di stato maggiore dell’esercito magiaro Tibor Benke ha definito la “persistente pressione migratoria verso l’Ungheria”.

Entro la primavera Budapest conta di realizzare altre tre mini-basi dello stesso tipo lungo la frontiera con la Serbia, sigillata dall’autunno 2015 lungo tutti i 175 chilometri da una barriera metallica e filo spinato a protezione contro il flusso di migranti della rotta balcanica.

In ognuna di tali installazioni (la prima è sorta in corrispondenza del valico frontaliero di Kelebija) vi sarà posto per 150 militari, con container e capannoni ben attrezzati e forniti di servizi, luce, riscaldamento, aria condizionata, internet e anche spazi per la ricreazione e il tempo libero delle guardie di frontiera.

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